Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
La mummia di Ramesse II è quella di un novantenne morto presumibilmente di vecchiaia, che soffriva di varie malattie come l’arteriosclerosi e l’artrosi
La mummia di Ramesse II è quella di un novantenne morto presumibilmente di vecchiaia, che soffriva di varie malattie come l’arteriosclerosi e l’artrosi. Vari erano i tipi di mummificazione, che avevano dei costi ben diversi. In epoca molto antica, i defunti erano sepolti in fosse scavate nel deserto, ed erano quindi il clima e il terreno che operavano un processo di mummificazione spontanea. Quando i defunti cominciarono a essere sepolti in tombe scavate nella roccia, il processo di mummificazione non poteva più avvenire naturalmente. Si ricorse allora a tecniche sempre più raffinate. Tuttavia, se l’eviscerazione, l’ablazione del cervello e il successivo riempimento del corpo con particolari sostanze erano riservate ai sovrani e alle persone più abbienti, metodi più sbrigativi erano usati con i membri delle classi sociali inferiori.