Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
La morte improvvisa di Lord Carnarvon, il finanziatore della spedizione di Howard Carter nella Valle dei Re, pochi mesi dopo l’apertura della tomba di Tutankhamon, solleticò la fantasia di molti giornalisti, che iniziarono a parlare della «maledizione di re Tut»
La morte improvvisa di Lord Carnarvon, il finanziatore della spedizione di Howard Carter nella Valle dei Re, pochi mesi dopo l’apertura della tomba di Tutankhamon, solleticò la fantasia di molti giornalisti, che iniziarono a parlare della «maledizione di re Tut». Nell’immaginario collettivo, la notizia della spettacolare scoperta accompagnata da una serie di decessi inspiegabili trovò fertile terreno per poi divenire una vera leggenda. La morte di chiunque fosse entrato in contatto con Lord Carnarvon e Carter iniziò a essere interpretata come prova dell’efficacia della maledizione. Ma si tratta solo di fantasie: per ironia della sorte, la maggior parte di coloro che furono più strettamente coinvolti nella scoperta, come lo stesso Carter o il medico che praticò l’autopsia della mummia, si spensero tutti di morte naturale e in età avanzata.