Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Uno dei capolavori della produzione letteraria antico egiziana narra delle avventure di Sinuhe. Questo giovane, cresciuto alla corte del faraone, tornando da una spedizione in Libia condotta da Sesostri I, viene a conoscenza dell’assassinio di Amenemhat I
Uno dei capolavori della produzione letteraria antico egiziana narra delle avventure di Sinuhe. Questo giovane, cresciuto alla corte del faraone, tornando da una spedizione in Libia condotta da Sesostri I, viene a conoscenza dell’assassinio di Amenemhat I. Attonito e spaventato all’idea di essere ingiustamente accusato di aver fatto parte del complotto, in quanto funzionario dell’harem reale, sceglie la via della fuga attraverso il deserto. Dopo un lungo viaggio arriva in Asia e fonda una famiglia con la figlia di un principe locale. Trascorrono gli anni e la nostalgia per la sua terra natale si fa sempre più forte, fino a quando Sesostri I gli concede il perdono, lo accoglie come un figlio e lo copre di riconoscenze. Il racconto, come altri del periodo, è tutto percorso dal motivo propagandistico della fedeltà al sovrano e della sua clemenza.