Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
L’aura di potenza e ricchezza che investiva la figura del faraone non mancò di alimentare più volte la sete di ambizione di molti
L’aura di potenza e ricchezza che investiva la figura del faraone non mancò di alimentare più volte la sete di ambizione di molti. Le testimonianze di intrighi e complotti, tramati molto spesso nell’harem, hanno a che fare con la successione dinastica. La poligamia, poi, praticata all’interno della famiglia reale, non faceva che aumentare il numero dei pretendenti al trono. All’epoca di Ramesse III risale una delle cospirazioni meglio documentate dell’Egitto faraonico: una sposa secondaria aveva organizzato l’assassinio del sovrano per favorire la successione al trono di suo figlio. I papiri che riguardano il processo e la repressione severissima dei congiurati, riportano il nome di almeno trenta persone, tutte appartenenti alla cerchia più vicina al re.