Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Le prime due dinastie segnarono un periodo di consolidamento dell’unificazione, che però in seguito non fu facile mantenere: l’Egitto conobbe infatti un’alternanza di periodi di unità (l’Antico, il Medio, il Nuovo Regno e l’Epoca Tarda) e di divisione (Primo, Secondo e Terzo Periodo Intermedio)
Le prime due dinastie segnarono un periodo di consolidamento dell’unificazione, che però in seguito non fu facile mantenere: l’Egitto conobbe infatti un’alternanza di periodi di unità (l’Antico, il Medio, il Nuovo Regno e l’Epoca Tarda) e di divisione (Primo, Secondo e Terzo Periodo Intermedio). L’Antico Regno, che raggruppa le dinastie dalla III alla VI, ci ha lasciato grandiosi monumenti, eppure ancora oggi è difficile scrivere la sua storia politica e soprattutto pochi sono i faraoni che ai nostri occhi acquistano una più definita individualità: del più celebre, Cheope, costruttore della Grande Piramide di Giza, non ci è giunta che una statuetta in avorio e la fama, tramandataci da Erodoto e probabilmente falsa, di tiranno empio. Pepi II è invece un faraone che conosciamo abbastanza bene. Quinto re della VI dinastia, salì al trono a sei anni. In attesa della sua maturità, fu la madre, Ankhsenpepi II, a governare in veste di reggente. Di Ankhsenpepi II è appena stata scoperta la piramide a Saqqara, con il suo splendido sarcofago. Già durante il regno del padre si erano intensificate le spedizioni condotte da alti funzionari in Nubia, l’odierno Sudan, la regione a sud della prima cateratta, confine naturale del territorio egiziano, che i faraoni miravano a controllare per avere il monopolio delle vie commerciali e assicurarsi così la fornitura dei prodotti africani: da lì provenivano beni di lusso e destinati al culto, come incenso, piume di struzzo, ebano e pelli di leopardo. Le notizie che arrivavano a corte dalla Nubia colpivano la fantasia del giovane re. così che, nel suo quarto anno di regno, Pepi, che aveva allora circa dieci anni, scrisse una lettera a uno dei suoi funzionari impegnati in Africa, pregandolo di affrettarsi a condurgli sano e salvo il pigmeo che aveva portato con sé dal suo viaggio, perché «la mia maestà desidera vedere questo nano più di tutti i prodotti delle cave di Punt». Il ricevente fece copiare questa lettera sulle pareti della sua tomba, facendola così arrivare fino a noi. Come fino a noi è giunto un racconto tardo in cui Pepi II viene ridicolizzato mentre la notte sale le scale di una casa privata per raggiungere il suo amato generale: si tratta di una delle numerose opere letterarie che mettono in luce gli aspetti più umani e imbarazzanti di alcuni faraoni, mostrandoli chiaramente alle prese con le umane contingenze. A dimostrazione del fatto che gli Egizi consideravano il loro sovrano, più che una divinità, un intermediario fra dio e gli uomini. florido commercio Quello di Pepi II fu uno dei regni più lunghi che il paese conobbe: 64 anni. Durante il suo governo, il re continuò a inviare i suoi funzionari in Nubia e a Punt, Sudan orientale. A questa rotta meridionale se ne aggiunse una orientale: Biblo, sulla costa libanese, assunse infatti il ruolo di partner commerciale privilegiato che manterrà per tutto il periodo faraonico; unguenti, oli profumati e scarabei erano la principale merce di scambio dell’Egitto che importava a sua volta legno di cedro per l’industria navale ed edile. Nella prima fase dell’Antico Regno, si era consolidato un apparato amministrativo centralizzato nella capitale Menfi, tuttavia durante la V e la VI dinastia si attuò una politica di decentramento che portò i governatori locali a godere di un’autonomia vera e propria verso la fine del periodo. Tale decentramento, unito alla crisi dinastica che si verificò sotto il regno di Pepi II, segnò l’indebolimento dell’autorità centrale e la fine del primo periodo di stabilità di cui l’Egitto aveva goduto, inaugurando una fase di divisione politica che si sarebbe conclusa, solo dopo una rinnovata unificazione, con l’avvio del Medio Regno.