Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Dopo la morte, il sovrano era destinato a riunirsi agli dei ascendendo al cielo. Luogo di passaggio dalla vita terrena a quella eterna era la tomba
Dopo la morte, il sovrano era destinato a riunirsi agli dei ascendendo al cielo. Luogo di passaggio dalla vita terrena a quella eterna era la tomba. All’inizio era la mastaba («panca» in arabo), una bassa sovrastruttura in mattoni crudi che ricopriva le stanze sotterranee in cui era deposto il re. A partire dalla III dinastia e fino alla fine del Medio Regno, venne adottata la forma a piramide in pietra, dapprima a gradoni (una scala verso il cielo) e poi a pareti lisce. La necropoli reale dell’Antico Regno è costituita da gruppi di tombe che si distribuiscono sulla riva occidentale del Nilo, nei pressi della capitale Menfi, che prendono oggi il nome dai moderni villaggi nelle loro vicinanze: a Saqqara sono le piramidi della III, qualcuna della V e quelle della VI dinastia, a Giza le più famose della IV (Cheope, Chefren e Micerino), ad Abusir quelle della V. Una recente scoperta sulla piana di Giza ha riabilitato la cattiva fama di Cheope: sono state rinvenute le tombe degli operai che lavorarono alla costruzione delle piramidi, da cui si deduce che cavatori e artigiani erano pagati per il loro duro lavoro. Come lavorassero è un mistero: l’ipotesi più accreditata è che utilizzassero un sistema di rampe in mattoni crudi e legno che avvolgevano a spirale la piramide, oppure perpendicolari ai suoi lati, su cui i blocchi di pietra erano trascinati da slitte per essere posti poi in opera per mezzo di leve. A costruzione terminata le rampe erano distrutte. Alla progettazione delle piramidi presiedevano nozioni astronomiche (per determinarne l’orientamento) e geometrico/matematiche (per l’inclinazione). Non disponendo di trattati scientifici in materia, non possiamo valutare la profondità delle conoscenze teoriche degli Egizi: sembra probabile che le loro cognizioni fossero empiriche, motivate da problemi pratici la cui risoluzione, una volta dimostratasi efficace, diveniva sempre applicabile.