Sabrina Ceruti e Christian Orsenigo, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Se il faraone era il vertice della società, sotto di lui una fitta schiera di funzionari assicurava il funzionamento della complessa macchina statale egiziana
Se il faraone era il vertice della società, sotto di lui una fitta schiera di funzionari assicurava il funzionamento della complessa macchina statale egiziana. Il visir era secondo solo al re. Da lui dipendevano i soprintendenti dei principali settori dell’amministrazione centrale, nonché i governatori delle province, preposti alla riscossione dei tributi da inviare agli uffici centrali e al reclutamento della manodopera per i lavori statali. Questa élite di alti funzionari si ramificava in una serie di cariche di medio e basso livello che animava i diversi uffici. A questo esercito di funzionari, che rappresentava la classe sociale dominante, si contrapponeva la massa di gente non alfabetizzata, composta da operai e artigiani e soprattutto da contadini, il cui faticoso lavoro, spesso disprezzato, costituiva in realtà il nerbo dello stato egiziano.