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 2004  gennaio 27 Martedì calendario

Può sembrare incredibile, ma era un solo dito, il quarto, che sosteneva l’immensa ala di uno Pterosauro, la cui apertura alare completa misurava 15 metri

Può sembrare incredibile, ma era un solo dito, il quarto, che sosteneva l’immensa ala di uno Pterosauro, la cui apertura alare completa misurava 15 metri. Il più straordinario di questi rettili volanti, Quetzalcoatlus, ha preso il nome dall’antico dio messicano del vento, Quetzalcoatl, benché sia vissuto negli Stati Uniti (e con forme simili anche in Asia). Il suo scheletro fossile è stato trovato in Texas, nel 1975. Le grandi ali di questi rettili volanti, il cui battito si suppone fosse poco frequente, non potevano avere molta portanza, quindi la superficie doveva essere vasta e il corpo, invece, piccolo e leggero. Oggi quegli animali ci possono sembrare uccelli mancati, costruzioni rudimentali, ma bisogna rendergli onore perché sono stati i primi aviatori della storia, anzi della preistoria. Per ora noi conosciamo soprattutto gli Pterosauri marini, i cui rari scheletri sono stati trovati nei sedimenti di antiche lagune. difficile capire come mai un rettile, dopo avere lasciato l’acqua e conquistato completamente la terraferma, abbia sentito la necessità di trasformarsi in un essere volante, ma certo è che furono lanciati sul mercato numerosi modelli più o meno riusciti. D’altra parte la tendenza a volare è molto diffusa tra gli animali di varie specie e perfino tra alcune piante, o almeno tra i loro semi, che hanno messo a punto straordinarie tecnologie per viaggiare nell’aria. Dal Precambriano a oggi i tentativi fatti dai viventi per esplorare tutti i domini della natura si contano a miliardi. I rettili volanti e i dinosauri terricoli hanno avuto un’origine comune: gli antichi Arcosauri che vissero 250 milioni di anni fa. E in comune, 65 milioni di anni fa, ebbero anche l’estinzione.