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 2004  gennaio 27 Martedì calendario

Caspita, ma quanti siete, ragazzi? Sai, mamma, ho detto ai miei compagni che oggi si parla dei dinosauri

Caspita, ma quanti siete, ragazzi? Sai, mamma, ho detto ai miei compagni che oggi si parla dei dinosauri... E loro sono arrivati in banda. Per me va benissimo, perché voglio farvela io, una domanda. Ci state? Trovatevi le sedie e se non bastano mettetevi sul tappeto. Le domande sono difficili? No, in fondo è una sola: perché i dinosauri vi affascinano tanto? Hanno dominato la Terra per più di 160 milioni di anni, più a lungo di qualunque altra specie, e dopo 64 milioni di anni, sono qui di nuovo! Sono qui di nuovo? Voglio dire che li trovi dappertutto: film, libri, giornali, poster, magliette, documentari, disegni di bambini che li adorano e li sognano... Nell’era Mesozoica (che va da 225 a 65 milioni di anni fa), quei mostri erano le più formidabili macchine per uccidere. Da cosa viene questa passione? Tu, Mario. Perché ti affascinano tanto? Perché erano draghi enormi.  vero, parecchi erano proprio enormi: il Brachiosauro era lungo più di 30 metri e alto come una casa di 4 piani. Pesava almeno cento tonnellate. Sì, però avevano un cervello da gallina! Ti sbagli: erano più intelligenti di quanto pensiamo e avevano perfino una vita sociale, o almeno di branco. E poi le galline non sono stupide come credi: molti animali con teste piccole hanno cellule cerebrali miniaturizzate. Alcuni dinosauri erano di taglia minuta, ma con teste abbastanza grandi. C’era perfino chi aveva una specie di cervello in più nella colonna lombare. Pensavano con la testa e col sedere? Può darsi, Ezio. L’importante è pensare, non importa con che cosa lo fai. Parla tu, invece di sghignazzare. Perché hanno tanto successo? Perché... erano bipedi come noi. Non proprio come noi: si bilanciavano con la coda, che gli serviva anche da propulsore, come ai canguri. Sentiamo Gloria. Io non lo so. A me fa tenerezza quel dinosauro piccolo che hanno trovato in Italia. Gli hanno messo nome Scipionyx, ma gli sta grande, e così lo chiamano Ciruzzo. Non lo sai. E, tu, Christina? Perché erano un capolavoro di ingegneria. Ce l’hanno detto al Parco della Preistoria. Bene, si vede che sei stata attenta, ma non può essere quello il motivo del loro fascino. Quante persone sanno che i dinosauri sono un capolavoro di ingegneria? Mi piacciono perché sono strani. Ho letto che erano diversi uno dall’altro come una giraffa è diversa da un topo e un elefante da una talpa. Ma quelli carnivori si mangiavano gli uomini in un boccone! No, non se li mangiavano. Gli esseri umani e i dinosauri non si sono mai incontrati. Io! Io lo so perché! Bene, allora spiegacelo, Mauro.  colpa di Jurassic Park! Dopo il film sono diventati una moda! E l’idea di farli rinascere non è fantasia, gli scienziati ci vogliono provare sul serio! Che succede se rinascono? Finiremo sotto i loro denti... Stai tranquillo, in teoria far rinascere i tirannosauri è possibile, ma bisognerebbe che il loro Dna fosse rimasto intatto e sigillato in quel meraviglioso scrigno che è l’ambra. E gli scienziati non hanno l’ambra del Mesozoico. Sarà, ma io dei grandi mi fido poco. Ci mancava quel film... Ti sbagli, Jurassic Park è uscito nel 1993, quando la moda era già esplosa da un pezzo. Il primo a dedicare un romanzo ai dinosauri, figuratevi, era stato sir Arthur Conan Doyle, l’inventore di Sherlock Holmes, nel 1912. E non avete visto Fantasia, di Walt Disney? uscito nel 1940. Le scene del mondo preistorico che accompagnano la Sagra della Primavera di Stravinskj sono molto belle, specialmente quelle della fine dei dinosauri. Però lì morivano per la siccità. Chissà che non sia andata così, Diana. A volte i poeti, e Disney in fondo era un gran poeta, ci azzeccano più dei tecnici. Posso chiedere una cosa? Quando sono stati scoperti i primi dinosauri? Un femore fossile l’hanno trovato in Inghilterra, vicino a Oxford, nel 1677. Credevano fosse di un elefante portato dagli antichi Romani. All’inizio dell’800, sempre in Inghilterra, hanno scoperto dei dentoni e un po’ di ossa. Pensarono a un’enorme iguana, poi a un drago. Lo chiamarono Iguanodonte, «denti di iguana». Ancora a Oxford, sono venuti fuori gli avanzi di un grosso rettile, battezzato Megalosaurus, «grande lucertola». Li hanno trovati solo in Inghilterra? Macché. Nel 1907, nel Wyoming, un paleontologo, Sternberg, ne trovò addirittura due mummificati e sepolti nella sabbia, che ci si era cristallizzata sopra e ne aveva riprodotto la forma, come un calco. Un caso unico. In Mongolia, nel 1923, gli Americani trovarono uno scheletro in un giacimento di ferro. Era diventato di ferro anche il bestione. Fantastico! allora che è incominciata la caccia ai dinosauri? No, la vera caccia comincia in America dopo il 1850. Da principio nessuno sapeva cosa fossero. Certe grosse vertebre pietrificate, scoperte in un sobborgo di Filadelfia, finirono nelle case come fermaporte. Poi i musei cominciarono a chiedere i fossili, a pagarli bene e la corsa all’oro si mescolò con la corsa alle ossa. Vennero alla luce scheletri di rettili e affiorò una preistoria terrestre al di là di ogni immaginazione. Lo stupore ha svegliato la curiosità, che poi è diventata una moda. E tu, Patrizia? C’è pure il mistero della loro scomparsa improvvisa... Improvvisa forse no, però totale. A meno che qualcuno sia sopravvissuto e si nasconda da qualche parte.  possibile, mamma? Direi di no, ma tra gli studiosi c’è chi vuole andare là a cercarli. Non si danno pace, eh? No, Rinaldo. Non si rassegnano all’idea di avere perduto il passato. Sperano che esista almeno il mostro di Loch Ness, un rettile marino, l’ultimo dei plesiosauri. Secondo loro vive nel fondo di quel cupo lago scozzese, ma una volta o l’altra emergerà. Certo è che i dinosauri, almeno in quella forma, sono scomparsi in modo inspiegabile... Come può essere successo? Le ipotesi sono 173 . La più verosimile è la caduta sulla Terra di un asteroide. Alcune sono strampalate. Ma perché erano diventati così grossi? Non lo sappiamo. Una lucina arriva dalle ricerche del British Antartic Survey. Al Polo Sud hanno scoperto vermi di 3 metri, spugne di dieci, ragni marini enormi. Secondo il ricercatore Lloyd Peck, «il gigantismo è legato alle basse temperature». Col freddo il metabolismo rallenta, ma non si pensava che, usando la stessa quantità di cibo, nel freddo certe creature potessero crescere tanto e vivere più a lungo». Può anche essere una spiegazione. Certo è che i primi dinosauri sono comparsi circa 230 milioni di anni fa, ed erano animali di taglia ragionevole. Per 30 milioni di anni, hanno dovuto lottare con gli altri rettili. Poi molti concorrenti sono spariti, loro hanno avuto campo libero, e alcuni sono cresciuti in modo spropositato. Le date, allora, si sanno. Sì, abbastanza, perché i fossili, almeno quelli che sono stati studiati da uno scienziato della Columbia University, Olsen, dicono che alla fine del Triassico, 190 milioni di anni fa, c’erano tanti tipi di rettili. Mentre subito dopo, nel primo Giurassico, abbiamo solo tracce di dinosauri, serpenti, lucertole e piccoli coccodrilli. E il passaggio è avvenuto in modo rapido: appena 50 mila anni! 50 mila anni! E dici rapido? Al confronto con 30 milioni sono un soffio! in quel soffio che le dimensioni dei dinosauri crescono tanto: nell’ultima fase del Triassico lasciavano orme lunghe più o meno come le nostre, mentre negli strati di 50 mila anni dopo, Olsen ha trovato tracce di un dinosauro carnivoro, l’Eubrontes giganticus, che aveva zampe molto più grandi. Doveva misurare almeno sei metri. Cos’è successo in quei pochi anni? Olsen è convinto che anche allora sia stata la caduta di un asteroide a cambiare tutto: negli strati che risalgono all’inizio del Giurassico ha notato la presenza di un metallo, l’iridio, e molte spore di felci: per lui sono due prove sicure, perché l’iridio non si trova sulla Terra allo stato libero, mentre ce n’è tanto nelle meteoriti. E le felci si diffondono spesso sui terreni devastati.  stato il primo asteroide a far crescere i dinosauri... Le cose sarebbero andate così: nel Triassico il mondo era abitato dagli anfibi e dai rettili tra cui i dinosauri. Poi arrivò l’asteroide e fece una carneficina. Nel botto era morta gran parte della vegetazione così hanno cominciato a sbranarsi tra loro. E siccome il più grande divora sempre il più piccolo, si sono riprodotti soltanto i grossi. Anche se intanto, tornata un po’ di vita vegetale, i dinosauri erbivori si riprendevano. Io, però, li chiamerei vegetariani, non erbivori, perché sulla Terra c’erano piante, cespugli, perfino fiori, ma l’erba ancora no. Insomma, i dinosauri sarebbero vissuti fra un asteroide e l’altro. Diciamo tra un asteroide e un altro caduti sulla terraferma. Però anche questa ricostruzione della comparsa dei dinosauri ha trovato oppositori accaniti. E per l’estinzione è lo stesso: un gruppo afferma una cosa, l’altro il contrario... Dicevi che ci sono tante ipotesi sulla fine dei dinosauri. Raccontane qualcuna. Dunque... Non sentivano il dolore e i topo-ragni se li mangiavano pezzo a pezzo senza che loro se ne accorgessero. E ancora: i primi quasi-mammiferi e le grosse lucertole gli rubavano tutte le uova. Tre: bruchi e farfalle si sono sviluppati forsennatamente e hanno distrutto le piante, così i vegetariani sono scomparsi e i carnivori non hanno più saputo chi mangiare. Quattro: sono nate certe piante con fiori o frutti velenosi, che li hanno drogati e, sapete com’è la droga, i poveracci hanno fatto una brutta fine. Ovviamente c’è anche l’ipotesi dell’invasione di extraterrestri, ai quali i dinosauri erano antipatici. Una è filosofica: noia esistenziale dopo milioni di anni di sopravvivenza. Un’altra è biblica... Dilla, dilla... Erano troppo grossi per salire a bordo dell’Arca di Noé. Gulp! E gli scienziati cosa dicono? Ve l’ho già spiegato. Se uno dice «Sono morti di freddo», l’altro strilla: «No, di caldo». Ma non fanno altro che litigare? Quando Dio volle un essere a sua somiglianza, perfetto, creò il Professore Universitario. Allora il diavolo, invidioso, fece anche lui l’essere a sua somiglianza, e inventò il Collega del Professore Universitario. Da allora la scienza va avanti soprattutto per dimostrare che l’altro, il Collega, sbaglia. Così anche quelli che credono alla scomparsa dei dinosauri per la caduta di un asteroide si sono divisi in Catastrofisti, che giurano su una scomparsa improvvisa, e Gradualisti, che la vogliono a tappe rallentate. Chi avrà ragione? Diamo per scontato che la storia dell’impatto sia vera: 64-65 milioni di anni fa un immenso asteroide piomba sulla Terra a una ventina di chilometri il secondo. Si abbatte sul Golfo del Messico provocando una voragine immensa (300 km di diametro). Tonnellate di polveri si diffondono nell’atmosfera e il sole rimane oscurato per molto tempo, lasciando la Terra al buio e al gelo. Una catastrofe del genere deve essersi verificata davvero, perché i resti fossili di quel periodo sono cambiati radicalmente: il 70 per cento delle specie viventi risultano distrutte. Almeno il posto dove è caduto l’asteroide l’hanno trovato? Sembra di sì. In un paesino (ha un nome che pare un singhiozzo, Chicxulub) all’estremo della penisola dello Yucatan, le trivelle di una società petrolifera capitarono sull’orlo di un cratere e portarono in superficie campioni di roccia che erano il risultato di un impatto violentissimo. L’urto doveva avere provocato la vaporizzazione istantanea di almeno 200mila chilometri cubi di crosta terrestre. Quel che è peggio, vaporizzarono anche vasti strati di rocce fatte di solfato di calcio, e una volta nell’atmosfera i solfati vennero convertiti in acido solforico. La ricaduta acida, dopo, annientò molte forme di vita. Anche i dinosauri?  possibile. Altri, invece, pensano che la causa sia stata una massiccia diminuzione del plankton negli oceani. Il plankton produce grandi quantità di un gas che dà l’avvio alla formazione delle nuvole. Se il gas diminuisce troppo, il pianeta si riscalda. A sentire due professori della Columbia University, Volk e Rampino, sarebbe stato il caldo e non il freddo a uccidere. E l’asteroide c’entrerebbe solo di riflesso. Scienziati dell’Università della Virginia, invece, sostengono che, proprio 65 milioni di anni fa, nella parte occidentale dell’India, piena di vulcani, tonnellate di lava si sarebbero riversate in superficie, fino a formare uno strato spesso due chilometri. La lava ha provocato un intenso riscaldamento del pianeta, e tante specie sono scomparse. Che pasticcio. E per di più certi geologi cinesi hanno scoperto gusci d’uova di dinosauro di 250mila anni dopo la caduta dell’asteroide sullo Yucatan, e dopo le eruzioni vulcaniche. Questo darebbe ragione ai Gradualisti: ci sarebbero voluti centinaia di migliaia di anni. Insomma, quelli sono spariti e nessuno sa perché. Però sono stati ricostruiti talmente bene, che è come se li avessimo davanti vivi e vegeti. Christina, tu che sei stata al Parco della Preistoria a Rivolta d’Adda. Dicci che cosa hai visto. Abbiamo visto un lucertolone che si chiamava... aspetta che guardo sul quaderno. Ecco, Dimetrodonte.  quello che porta sulla schiena una grande membrana tesa come una vela, che gli serve per immagazzinare calore. Somiglia un po’ allo Stegosauro, il rettile tetto, che invece sul dorso ha un mucchio di spunzoni d’osso. Ecco, sembrava proprio un drago. Figurati, un drago vegetariano! Lo sai che è stato uno dei primi a sparire dalla faccia della Terra? E poi? C’erano tantissimi animali. Anche un rettile marino, un Plesiosauro, uguale al mostro di Loch Ness. Nuotava con due grandi zampe che sembravano pale. Ci hanno spiegato un mucchio di cose, ma erano difficili. Parlavano di... Onischi? Ornischi?? Sbagliati tutti e due. Gli scienziati dicono che ci sono stati due gruppi di dinosauri: i Saurischi e gli Ornitischi. I Saurischi avevano un bacino (ischio vuole dire proprio «bacino»)che poi avrebbero adottato i rettili, mentre gli Ornitischi avevano un bacino come quello degli uccelli. Tutte e due le specie avevano le zampe posteriori molto più lunghe e forti di quelle davanti... E l’Oviraptor c’era? Guarda sul tuo quaderno. No... non lo vedo. Allora ve ne parlo io perché è una storia curiosa: questo dinosauro è sempre stato calunniato perché secondo gli scienziati rubava le uova degli altri. Poi si sono trovati alcuni scheletri di Oviraptor sopra i nidi con le uova. I poveretti erano probabilmente morti mentre le proteggevano. Uno di quegli scheletri era piegato sul nido, come in un abbraccio. Inutile chiedersi che cosa l’avrà ucciso, ma non dimentichiamo l’asteroide. Vedere il suo modo di curvarsi quasi con tenerezza sopra la prole (che non sarebbe mai nata) è commovente. L’Oviraptor fa già pensare ai nidi d’uccello, alla cura dei pulcini. Ma ne parleremo la prossima volta. E uno degli ultimi dinosauri, nel Cretaceo, era piccolo come un tacchino... Tu i dinosauri li vedi quasi latte e miele. Per me erano solo draghi feroci... Macché latte e miele. Però i draghi sono favole. O forse un ricordo che il patrimonio genetico dei mammiferi ha tramandato fino a noi e che per millenni abbiamo continuato a tradurre in forma di draghi. Ma perché ti agiti, Giulio?  che... che ho visto una vignetta coi draghi-dinosauro. Lanciavano fumo e fiamme dalla bocca. C’era scritto: «Si sono estinti perché fumavano». Mirella Delfini