Isabella Vergara, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
L’ultimo traguardo dell’ingegneria genetica sono i denti in provetta. La scoperta arriva dall’Health Science Center dell’Università del Texas, dove i ricercatori sono riusciti a far crescere in laboratorio i tessuti dentali del topo
L’ultimo traguardo dell’ingegneria genetica sono i denti in provetta. La scoperta arriva dall’Health Science Center dell’Università del Texas, dove i ricercatori sono riusciti a far crescere in laboratorio i tessuti dentali del topo. A condurre la ricerca è stata Mary Macdougall, che con il suo gruppo, sta studiando i segreti della crescita dei denti nei topi e nell’uomo. Le applicazioni dovrebbero arrivare entro dieci anni: denti nuovi di zecca per rimpiazzare quelli persi o gravemente cariati. Al posto di dentiere, impianti in titanio, o protesi, si potranno fissare denti veri, o addirittura farli ricrescere in bocca. I ricercatori stanno cercando di capire perché alcuni specifici geni si esprimono solo durante lo sviluppo. Se riuscissero a riattivarli, potrebbero indurre la ricrescita dei denti. Indagando le caratteristiche genetiche di famiglie con denti in soprannumero, hanno trovato oltre 25 geni coinvolti in questo processo, in una regione del cromosoma 4. Inoltre, sono riusciti a far produrre smalto e dentina, i principali tessuti del dente, a specifiche cellule modificate geneticamente. Un altro obiettivo è di poter rigenerare strutture come i legamenti periodontali, che legano il dente all’osso, o la polpa dentaria danneggiata. Il gruppo statunitense sta anche cercando i geni implicati nello sviluppo di malattie della gengiva, di cui risente il 70 per cento della popolazione sopra i 40 anni. Ma la genetica può essere d’aiuto anche nella prevenzione. Con un test da 200 dollari si possono individuare i pazienti a rischio di piorrea, consentendogli di affrontare il disturbo prima che si presentino i sintomi.