Massimo Parrini, Macchina del Tempo, settembre 2002, (n.9), 27 gennaio 2004
Negli ultimi anni la temperatura di Tokyo è cresciuta di tre gradi centigradi: il concentrarsi delle attività umane ha creato una bolla di aria calda che fa arrivare anche a 5 o 6 gradi la differenza di temperatura fra l’area urbana e le campagne che la circondano
Negli ultimi anni la temperatura di Tokyo è cresciuta di tre gradi centigradi: il concentrarsi delle attività umane ha creato una bolla di aria calda che fa arrivare anche a 5 o 6 gradi la differenza di temperatura fra l’area urbana e le campagne che la circondano. L’afa fa crescere il numero dei condizionatori, innalzando i consumi elettrici (e dunque l’uso del petrolio che aumenta l’effetto serra) e le emissioni dirette di aria calda nelle strade. La pioggia di raggi solari si combina quindi con gli inquinanti urbani provocando una miscela insidiosissima: è stato calcolato che per ogni aumento della temperatura di un grado Farenheit, i veleni che finiscono nei polmoni della popolazione crescono del tre per cento. Per migliorare la situazione si dovrebbero realizzare nuovi parchi e aumentare le zone verdi della città, ma il suolo della capitale giapponese è diventato troppo caro per permettere un intervento risanatore su vasta scala. Per risolvere il problema, dal primo aprile 2001 i proprietari di immobili con una superficie al suolo di almeno mille metri quadrati sono stati obbligati dal consiglio comunale a seminare i tetti, coprendoli di fiori, piante, arbusti: «Se un territorio sempre maggiore» si legge nell’ordinanza «verrà ricoperto di acqua o di vegetazione, la massa di aria calda potrà essere raffreddata grazie ai vapori emessi dalle superfici umide e dalle piante».