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 2004  gennaio 27 Martedì calendario

Il secondo dopoguerra finì praticamente nel 1950, all’arrivo di Rita Hayworth a braccetto del nuovo marito Alì Khan

Il secondo dopoguerra finì praticamente nel 1950, all’arrivo di Rita Hayworth a braccetto del nuovo marito Alì Khan. L’isola l’accolse sventolando fazzoletti e lanciandole fiori: tornavano i bei tempi. La Hayworth era considerata la donna più bella del mondo. Lui, il figlio dell’Agha Khan, divinità dei musulmani ismaeliti. Una coppia da favola: il principe e la ballerina. Un pezzo di Hollywood s’era trasferito a Roma, dove si giravano film colossali (Quo vadis?, Il principe delle volpi, La contessa scalza) e dove i settimanali popolari ingigantivano le storie sentimentali di Robert Taylor, Ava Gardner, Errol Flynn, Tyrone Power. Apparsa la Hayworth in Piazzetta, Capri fu eletta succursale della piccola Hollywood sul Tevere. La Canzone del mare, aperta proprio nel 1950, s’affiancò alla piazza ed al Quisisana come palcoscenico della fama: Orson Welles e Roger Peyrefitte, Ingrid Bergman ed Emilio Pucci, Elisabeth Taylor e Curzio Malaparte, Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Pablo Neruda e Greta Garbo, attori, registi, letterati, stilisti, seguirono Gilda e il suo principe nel giro delle boutiques. Non mancò nemmeno il brivido: estradato in Italia dagli Stati Uniti, il gangster Lucky Luciano spuntò in piazza seguito da un paio di guardaspalle. La dolce vita fece le sue prove generali nell’isola. Un aristocratico eccentrico passeggiava con un pappagallo sulla spalla. Pucci lanciava la moda dei pantaloni da donna chiusi alla caviglia. Si diceva che un bel tipo avesse tentato di colorare di giallo la Grotta Azzurra. Un giudice sosteneva che la regola del comune senso del pudore non si potesse applicare a Capri. I giornali attribuivano all’isola perfino una piccola storica specialità di Sorrento: mozzarella e pomodori. Il meccanismo della notorietà s’era ormai impossessato dell’isola trasformandola in un luogo di culto. Finché giunse alla Grande Marina la rivoluzione femminile in persona: Brigitte Bardot. Dal giorno di Gilda erano passati dieci anni. B.B. non aveva il portamento maestoso di Rita Hayworth: camminava per Capri scalza, s’abbracciava all’innamorato del momento, Samy Frey, girava scarmigliata. Costituiva un nuovo simbolo, quello della donna libera. I capresi la seguivano in silenzio, ammirati. I tempi erano cambiati e sarebbero stati ben diversi anche, giunti agli anni Novanta, all’arrivo di Naomi Campbell: un codazzo di giovanotti napoletani l’avrebbe accompagnata dalla piazza al Quisisana seguendo l’andare morbido del suo fondoschiena e, davanti all’albergo, sarebbe scoppiato in un grande applauso. Una caduta di stile così netta, a Capri non s’era mai vista.