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 2004  gennaio 27 Martedì calendario

Quando la Thomas Cook, principale ditta europea di viaggi organizzati, aprì una filiale a Napoli e comprò la società della funicolare del Vesuvio, Capri entrò nel pacchetto turistico del Golfo, favorito dallo sviluppo delle ferrovie nel continente

Quando la Thomas Cook, principale ditta europea di viaggi organizzati, aprì una filiale a Napoli e comprò la società della funicolare del Vesuvio, Capri entrò nel pacchetto turistico del Golfo, favorito dallo sviluppo delle ferrovie nel continente. Funzionava un treno notturno di vagoni letto Calais-Nizza-Roma; la rete italiana abbracciava i luoghi di maggior richiamo, da Venezia in giù: facile raggiungere Napoli dando ai frequentatori di Cannes e a quelli delle stazioni termali del Settentrione l’opportunità di Capri. Isola nella quale gli alberghi erano diventati quindici e non avevano più le «modeste pretese» che il Baedeker del 1871 attribuiva al Pagano. Arrivarono i personaggi «scandalosi» fuggiti dall’Europa ancora vittoriana, in testa il barone Jacques Fersen che si sarebbe suicidato ingerendo cinque grani d’oppio a Villa Lisys sul Monte Tiberio. Nel 1907 fu inaugurata la funicolare dalla Grande Marina al paese. Nel ’14 sbarcò per la prima volta sull’isola l’uomo che avrebbe lanciato Capri tra gli italiani: Filippo Tommaso Marinetti, inventore del futurismo. Con lui, pittori (Fortunato De Pero), musicisti (Alfredo Casella), poeti (Francesco Cangiullo), architetti (Virgilio Marchi), uomini di teatro (Anton Giulio Bragaglia). I futuristi richiamarono la società brillante del primo dopoguerra (dal generale Armando Diaz alla marchesa Luisa Casati Stampa che appariva in piazza tenendo a guinzaglio un levriero bianco) facendo dell’isola la concorrente estiva della godereccia Venezia. Con la loro presenza, con la regina di Svezia Vittoria che ogni anno passava a Capri diversi mesi, con Italo Balbo attorniato da bellissime donne, l’isola passò dai 78.669 sbarchi del 1923 ai quasi 300.000 del 1937. L’Ovra, polizia segreta fascista, chiudeva un occhio sulla nutrita comunità di omosessuali in vacanza; il Quisisana ospitava le stranezze di Edda Ciano Mussolini e del marito Galeazzo; Hermann Goering pretendeva che Axel Munte gli vendesse Via San Michele; Capri era isola da viaggio di nozze per sposini della buona borghesia italiana; sul transatlantico Rex, si serviva a cena il vino Capri bianco. Il sogno dei capresi (vivere fuori dalle tragedie del mondo) s’interruppe il 12 settembre 1943, all’arrivo del cacciatorpediniere americano Knight davanti alla Grande Marina. Il comandante pretese la resa formale del presidio militare dell’isola che, insieme agli altri italiani, s’era già arreso quattro giorni prima. Cominciò un dopoguerra fatto di latte in polvere e di champagne falso da offrire ai vincitori.