Varie, 27 gennaio 2004
SERGINHO
SERGINHO (Dos Santos Sergio Claudio) Nilopolis (Brasile) 27 giugno 1971. Calciatore. Col Milan ha vinto due Champions League (2003, 2007) e uno scudetto (2003/2004) • «Forse Totò, sbarcando alla stazione centrale di Milano (Totò, Peppino e la malafemmina) era appena un po’ più vestito di lui, ma soltanto perché portava il colbacco invece di un semplice cappelluccio di lana. Per il resto, Serginho si difende: calzamaglia, tuta, berretto, doppio guanto, fascetta per le orecchie, e così equipaggiato esce sul campo per l’allenamento. Il vero mistero è come faccia a trovare il modo di muoversi, conciato da omino Michelin. E in effetti Serginho cerca di evitare i movimenti inutili: per lavorare lavora, ma a volte ciondola e a volte si annoia, il freddo lo deprime e dormire lo calma. Ecco, nell’ordine, le cose più odiate e amate dal più bizzarro dei milanisti. [...] Gli schemi semplicemente, gli danno la nausea. Si dedicava all’osservazione della natura mentre Zaccheroni spiegava i movimenti difensivi e quando vogliono fargli fare il terzino ancora sbuffa. ”Mister, mi lasci libero di muovermi, non so stare in difesa”. Ancelotti ride, e intanto è più inflessibile di altri. Serginho lo ripaga con mugugni e buone partite. [...] Brasiliano atipico, è atipico anche in questo: niente talismani, piccoli riti, calzini magici. ”Il vero portafortuna è tenersi l’allegria dentro”. [...]» (al. bo., ”La Gazzetta dello Sport” 31/12/2003).