Mirella Delfini Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 26 gennaio 2004
L’evoluzione è stata ingenerosa con noi, non ci ha dato le ali. Due studiosi, Sally Cranfield e Max Glaskin, si sono divertiti a immaginare come sarebbero state diverse le nostre esistenze se madre (o matrigna?) natura ce le avesse fornite
L’evoluzione è stata ingenerosa con noi, non ci ha dato le ali. Due studiosi, Sally Cranfield e Max Glaskin, si sono divertiti a immaginare come sarebbero state diverse le nostre esistenze se madre (o matrigna?) natura ce le avesse fornite. Se volassimo come una semplice mosca (che in un secondo percorre una distanza pari a trecento volte la sua altezza), saremmo in grado di spostarci nell’aria a 2000 chilometri l’ora. Di conseguenza addio ai jet che guastano l’ozono, fanno chiasso e in più costano cari; e addio agli aeroporti. Qualche aspetto negativo ci sarebbe: soprattutto ingorghi e scontri tridimensionali nelle ore di punta. I dinosauri, concludono Cranfield e Glaskin, avevano capito la fondamentale importanza del volo, tanto da trasformarsi in uccelli prima di sparire e lasciarci il mondo in eredità.