Mirella Delfini Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 26 gennaio 2004
Come possono gli uccelli mantenere una rotta anche su vaste distese oceaniche che non offrono punti di riferimento? Di giorno si orientano sul sole, e di notte sulle stelle, ma per seguire un cammino preciso bisogna avere presente il fatto che il sole si muove sulla sfera celeste da levante verso ponente
Come possono gli uccelli mantenere una rotta anche su vaste distese oceaniche che non offrono punti di riferimento? Di giorno si orientano sul sole, e di notte sulle stelle, ma per seguire un cammino preciso bisogna avere presente il fatto che il sole si muove sulla sfera celeste da levante verso ponente. evidente che gli uccelli migratori sanno di quanto bisogna modificare l’angolo di rotta rispetto al sole, col passare delle ore. La stessa cosa vale per la notte, perché le stelle si muovono da levante a ponente. I timonieri delle piccole barche sanno che si può seguire la direzione di una stella solo per 10 o 15 minuti, poi bisogna cambiare astro di riferimento. Non c’è dubbio, anche gli uccelli lo sanno. Gli ornitologi non hanno dato pace a questi poveri animali, tartassandoli con esperimenti di ogni genere. Hanno perfino costruito planetari in cui facevano cambiare a caso la posizione delle stelle, o la direzione del sole. Risultato: gli uccelli usano veramente la navigazione astronomica. Noi umani ci siamo riusciti soltanto nel 1837, dopo avere inventato strumenti di alta precisione (cronometro e sestante) e una sofisticata trigonometria.