Mirella Delfini Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 26 gennaio 2004
Il primo che ha capito come fanno gli uccelli a volare è stato un matematico svizzero, Daniel Bernoulli
Il primo che ha capito come fanno gli uccelli a volare è stato un matematico svizzero, Daniel Bernoulli. Aveva lavorato per anni sul problema, e verso il 1730, quando insegnava all’Accademia delle Scienze di Pietroburgo, formulò un teorema di dinamica dei fluidi. Dimostrò che un fluido, gas o liquido che sia, scorrendo in un tubo esercita una certa pressione sulle pareti: maggiore è la velocità di scorrimento, minore è la pressione esercitata. Questo vale sia se il fluido scorre nel tubo sia se è il tubo che si muove rispetto al fluido. Un’ala di uccello ha una sezione caratteristica: piatta o concava di sotto, convessa di sopra. Quando l’ala fende l’aria, questa è costretta, per raggiungere il bordo posteriore, a percorrere sulla faccia convessa un cammino più lungo: deve muoversi a velocità più sostenuta. Dunque al di sopra dell’ala la pressione esercitata è minore e l’ala insieme col suo carico - il corpo di un uccello - viene aspirata verso l’alto. Occorre una certa velocità di avanzamento in rapporto al peso da sollevare, al di sotto della quale la portanza non è sufficiente: un aereo che perde velocità a un certo punto precipita. Le ali degli aerei e quelle degli uccelli hanno la stessa sagoma, la differenza è che negli uccelli l’ala assicura sia la portanza che l’avanzamento. Negli aerei invece l’ala fornisce solamente la portanza, il motore l’avanzamento.