Fabiana Fini e Isabella Vergara Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 25 gennaio 2004
Sono praticamente infiniti i modi di cucinare il riso. In ogni continente la tradizione culinaria ha prodotto migliaia di pietanze che hanno come protagonista questo cereale
Sono praticamente infiniti i modi di cucinare il riso. In ogni continente la tradizione culinaria ha prodotto migliaia di pietanze che hanno come protagonista questo cereale. Cinesi, tailandesi, giapponesi e indiani lo cucinano da millenni, ma i più creativi siamo sicuramente noi italiani, tanto che il risotto alla milanese (la ricetta è nel box a lato) è diventato una specialità internazionalmente nota. Basti dire che una troupe della NHK, la tv nazionale giapponese, in agosto è giunta a Milano per girare un documentario sul tipico piatto meneghino, ripreso in tutte le sue fasi di preparazione: dalla spesa al supermercato, fino alla cucina. I giapponesi hanno una vera ossessione per il riso: unita alla loro maestria nell’emulazione, c’è da scommettere che diventeranno abilissimi nel riprodurre il piatto milanese per eccellenza. Ad ogni modo, anche in Italia il riso è arrivato più tardi, non dobbiamo considerarci dei parvenu: la ricetta lombarda ha comunque i suoi onorati 428 anni di vita. Correva l’anno 1574, quando il giovane garzone di un vetraio impegnato nella realizzazione delle vetrate del Duomo di Milano decise di fare un tiro mancino al suo maestro, che lo canzonava per l’abitudine di mescolare lo zafferano ai colori: «Finirai per infilarlo anche nel risotto». E così fece, durante il pranzo di nozze della figlia del mastro vetraio. Un colorato riso giallo rosso arrivò al banchetto, i commensali inaspettatamente gradirono e nacque così il risotto alla milanese.