Fabiana Fini e Isabella Vergara Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 25 gennaio 2004
Colla, olio, cappelli, vernici e bevande: diversissimi tra loro eppure parenti. Grazie al riso. Se pensate che questo cereale sia semplicemente uno degli alimenti che sfama gan parte della popolazione mondiale, vi sbagliate
Colla, olio, cappelli, vernici e bevande: diversissimi tra loro eppure parenti. Grazie al riso. Se pensate che questo cereale sia semplicemente uno degli alimenti che sfama gan parte della popolazione mondiale, vi sbagliate. Gli usi della pianta del riso sono infatti innumerevoli. Cappelli e sandali, che proteggono dal sole e dalla pioggia, vengono fabbricati con la paglia della pianta di riso, utilizzata anche per ottenere carta. Curiosamente, però, non la carta di riso, ricavata dalla corteccia di un particolare arbusto asiatico, noto come l’albero della carta di riso. La polvere di riso, dopo lunga ebollizione, fornisce una colla naturale, mentre mescolata con acqua è utilizzata in India per l’alpana, un tipo di pittura tradizionale. I motivi principali dei disegni, realizzati su muri e pavimenti delle case rurali in occasione delle feste Indù e per il raccolto, sono trasmessi di madre in figlia da tempi lontanissimi. La lolla, l’involucro esterno del chicco di riso, può essere impiegata nella produzione di isolanti, di abrasivi e come combustibile. Inoltre, rappresenta una fonte di furfurolo, impiegato nelle industrie di resine e vernici. Lo scarto della levigazione dei chicchi, la pula, è invece ricco di sostanze nutritive e rappresenta un ottimo mangime per gli animali. I chicchi scartati e rotti forniscono semolino e crema di riso, usati soprattutto nella prima infanzia. Gli usi della pianta del riso non terminano qui: anche le industrie farmaceutica e cosmetica beneficiano di prodotti che derivano da questo versatile cereale: eccipienti, ciprie, oli. E altrettanto fa l’industria della birra. Negli Stati Uniti un decimo della produzione di riso finisce...nel bicchiere. Il riso viene macinato, bollito e aggiunto al malto d’orzo. Il risultato è una birra con un colore più chiaro e un gusto rinfrescante. DAGLI SCARTI NASCE L’oLIO Anche la Cina ha la sua bevanda di riso, il wang-tsiu, mentre in Giappone non si può celebrare matrimonio o festa senza brindare con il sakè. Questo vino di riso ha origini antichissime. Un tempo era l’intero villaggio a contribuire alla sua preparazione: riso, miglio e castagne venivano masticati dagli abitanti e poi messi a fermentare insieme. Oggi i metodi di preparazione sono decisamente cambiati e non solo per motivi igienici. La scoperta del lievito ha modificato la ricetta originaria, aumentando notevolmente il contenuto alcolico di questa bevanda. Altrettanto ha contribuito la seconda guerra mondiale. In quel periodo, la scarsità di riso costrinse i produttori ad alcuni cambiamenti. Alcol e glucosio entrarono nella ricetta, aumentando la resa di quattro volte. Oggi la maggior parte del sakè è prodotto in questo modo, anche se gli intenditori affermano che il miglior vino di riso è quello che si ottiene solo da riso e acqua. Non solo bevanda, il riso riesce a raggiungere le tavole anche in altri modi inusuali. L’olio di crusca di riso viene prodotto con alcuni degli avanzi della lavorazione del cereale: la lolla e la pula, nelle quali vi sono anche tracce della gemma del chicco. Dopo la tostatura e la deumificazione, la crusca di riso subisce la spremitura e la rettificazione in maniera simile a quanto avviene per l’olio di sansa di oliva. L’olio di riso è pubblicizzato soprattutto per il contenuto di gamma orizanolo, una miscela di sostanze quali steroli e acido ferulico, di tocotrienoli e di vitamina E. Secondo numerosi studi il gamma orizanolo abbassa il colesterolo cattivo e contribuisce a diminuire i grassi nel sangue. Non tutti però concordano e per alcuni ricercatori l’integrazione della dieta con gamma orizanolo non produce benefici sui livelli di colesterolo. Ma gli usi medicinali del riso sono più numerosi. Antinfiammatorio, utile nella dissenteria e nell’indigestione, fonte di vitamina B per la prevenzione e la cura del beri-beri (malattia causta da carenza di vitamina B1, caratterizzata da insufficienza cardiaca ed edemi), nei Paesi asiatici questo cereale ha numerosi usi nella pratica medica tradizionale. E anche in Italia si ritiene che il riso sia utile per i disturbi dell’apparato digerente. Mentre il riso brillato, povero di cellulosa, ha proprietà astringenti, quello integrale favorisce la digestione.