Alessandro Barbero Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 24 gennaio 2004
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qui la tomba dell’evangelista Matteo” lo sostiene la tv Usa ”Ipv News”, dopo una spedizione sulle rive del lago di Issyk-Kul, in Kirghizistan. Il luogo sarebbe un monastero nestoriano costruito fra il XII e il XIV secolo. Cento anni fa il complesso venne sommerso dall’elevazione delle acque, ma negli ultimi mesi il livello del lago si è abbassato, scoprendo una serie di rovine. A suffragare questa ipotesi, molti antichi documenti ortodossi, secondo i quali Matteo scomparve in India e il suo corpo venne trasportato in Kirghizistan, dove aveva a lungo predicato prima di raggiungere il subcontinente. Secondo la tradizione cattolica, invece, i resti del dodicesimo apostolo e primo evangelista sono custoditi dal 1081 nella cripta del Duomo di Salerno (città di cui il santo è patrono) L’Issyk-Kul è il secondo lago di montagna più alto
del mondo dopo il Titicaca, a 130 km della capitale kirghiza, Bishkek. Il suo nome
significa ”lago caldo”
per il fatto che non gela neppure in inverno grazie
a forti correnti profonde e la sua storia è antichissima: Vladimir Plotskikh, dell’Accademia kirghiza
delle scienze, infatti,
sostiene che oltre a quelle individuate dal team americano ci sono numerose altre
rovine: dalle tracce
di insediamenti precristiani fino a una fortezza fatta costruire dal mitico conquistatore Tamerlano
nel XIV secolo e poi
sommersa anch’essa durante uno dei periodici sconvolgimenti della zona».
(Alessandro Barbero, La Stampa, 20 agosto 2002)