Livia Giacomini, Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
Gli strumenti utilizzati per far affiorare le particelle subatomiche sono gli acceleratori, che usano campi elettromagnetici per accelerare particelle dotate di carica elettrica a velocità vicine a quella della luce
Gli strumenti utilizzati per far affiorare le particelle subatomiche sono gli acceleratori, che usano campi elettromagnetici per accelerare particelle dotate di carica elettrica a velocità vicine a quella della luce. Gli acceleratori (nella tavola sono indicati i principali) possono essere lineari o circolari. La lunghezza di questi strumenti è direttamente proporzionale alla velocità finale delle particelle: più lunghi sono, più le particelle hanno spazio per accelerare, proprio come quando in automobile, partendo da fermi, abbiamo bisogno di un lungo tragitto per raggiungere una velocità elevata. Per questo motivo, gli acceleratori sono sempre più grandi (arrivano oggi a decine di km di lunghezza) e spesso di forma circolare, in modo da far compiere alle particelle infiniti giri, continuando ad accelerare. I due principali centri di studio della fisica delle particelle sono oggi il Fermilab di Chicago e il Cern di Ginevra. Il primo è equipaggiato con il Tevatron, il più potente acceleratore circolare oggi in uso, con una circonferenza di circa 6,5 km. Al Cern, invece, sono operativi 10 acceleratori. Tra questi, nel 2005 entrerà in funzione, in un tunnel a 100 metri di profondità, il più potente acceleratore del mondo : il Large Hadron Collider, lungo 27 km.