Patrizia Longo Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 24 gennaio 2004
Nelle moderne concerie, la creazione del colore è controllata da computer; la concia è effettuata, in un solo giorno, con rulli compressori e sostanze come il cromo e l’idrossido di calcio
Nelle moderne concerie, la creazione del colore è controllata da computer; la concia è effettuata, in un solo giorno, con rulli compressori e sostanze come il cromo e l’idrossido di calcio. Le lavorazioni delle scarpe prevedono ancora cuciture a macchina (con fili di cotone, seta, lino o nylon), oppure l’uso di collanti e presse per unire suola e tomaia. Tra i materiali utilizzati, oltre al cuoio, il legno, Pvc, gomme termoplastiche, poliuretani, tessuti o metalli, paglia, sughero. Le scarpe del terzo millennio diventano intelligenti. Quelle per gli atleti, grazie a un sistema di camere d’aria, attutiscono gli urti: i canali della suola si comprimono con la pressione del piede ma, appena la scarpa lascia il suolo, ritornano come prima, trasformando l’energia assorbita in una spinta che aiuta lo stacco. La Nike inventa un sistema di ammortizzazione a propulsione, inserendo sotto le suole, all’altezza del tallone, dei pistoncini in poliuretano, utilizzati per sorreggere i motori in Formula 1. La ”scarpa che respira” Geox è inventata nel ’90 dall’azienda italiana Pol che - con un materiale usato nella ricerca spaziale - inserisce, tra la suola e l’interno della scarpa, una membrana capace di assorbire l’umidità senza far sudare il piede. In Usa nascono gli stivali con una molla, in lega di alluminio, sotto la suola, per procedere a balzi. In Russia l’esercito progetta stivali motorizzati: trampoli in cui un motore aziona i pistoni che spingono la gamba in alto, permettendo di raggiungere i 40 km all’ora. E per finire, la scarpa che produce energia elettrica. L’inglese Trevor Baylis inserisce nella suola dei filamenti dove scorre un liquido che, passo dopo passo, mette in azione una dinamo per caricare la batteria inserita nel tacco. Nel 2000, dopo 120 km di camminata nel deserto della Namibia, Baylis telefonata in Gran Bretagna con il cellulare ricaricato dalle sue scarpe.