Patrizia Longo Macchina del Tempo, ottobre 2002 (n.10), 24 gennaio 2004
Il Novecento è il secolo dell’emancipazione femminile. Si fanno strada scarpe da donna comode e resistenti e, man mano che le gonne si accorciano, aumenta la necessità di calzature eleganti
Il Novecento è il secolo dell’emancipazione femminile. Si fanno strada scarpe da donna comode e resistenti e, man mano che le gonne si accorciano, aumenta la necessità di calzature eleganti. Gli anni ’20 segnano il rilancio dei sandali: con Salvatore Ferragamo, il calzolaio delle dive di Hollywood (da Greta Garbo a Marlene Dietrich), i sandali acquisiscono il tacco alto. Ferragamo, grazie a studi di anatomia, comprese che la pressione maggiore era esercitata dall’arco del piede, ideando un supporto in metallo che lo sosteneva. Ferragamo lasciò 350 brevetti che rivoluzionarono l’industria calzaturiera. Fu un altro italiano, l’alpinista Vitale Bramani, a creare nel 1937 la celebre suola a carrarmato. Sconvolto da una tragica ascensione sul Rasica, dove sei uomini morirono per assideramento, decise di realizzare una suola utile per tutte le fasi di una scalata. Inventò così la suola a carrarmato con una serie di tasselli che drenavano all’esterno neve e fango. La chiamò Vibram (dalle iniziali del suo nome e cognome), utilizzando per la prima volta il processo della vulcanizzazione. Negli anni ’50 Beth Levine - la prima stilista che avviò la produzione industriale di décolleté ricoperte di strass - ideò lo stivale in vinile elastico e la celebre topless, una scarpa che consisteva solo in una suola rossa: a trattenere il piede era un cuscinetto impregnato con una colla speciale. Nel 1967 Roger Vivier rispolvera gli zatteroni, alti fino a 30 cm e molto decorati. In campo produttivo, l’avvento dei materiali sintetici e degli adesivi chimici arriva a sostituire le cuciture in molte scarpe. Nel 1972, alle Olimpiadi di Monaco, esordisce la scarpa da ginnastica con suola a cialda: la inventò Bill Bowerman, fondatore insieme a Phil Knight della Nike. La suola fu modellata nella cucina di casa, versando lattice liquido nello stampo per le cialde: la forma dava più aderenza e forza di trazione.