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 2004  gennaio 24 Sabato calendario

L’Ottocento fu il secolo della meccanizzazione. Ancor prima della macchina da cucire per sarti, fu inventata dall’americano Lyman Reed Blake, nel 1860, la macchina per cucire le scarpe, unendo tomaia e suola

L’Ottocento fu il secolo della meccanizzazione. Ancor prima della macchina da cucire per sarti, fu inventata dall’americano Lyman Reed Blake, nel 1860, la macchina per cucire le scarpe, unendo tomaia e suola. Già nel 1814 in Inghilterra Mader Sperger aveva inventato la macchina per cucire insieme i pezzi di cuoio che sarebbero stati poi utilizzati dai calzolai. L’americano Joe Barnett, invece, inventò la chiodatura delle suole. Nel campo delle pelli, il francese Armand Seguin studiò un procedimento a base di estratti tanninici che consentivano di eseguire la concia per cuoio da suole in sole tre settimane. Il metodo si rivelò costoso, ma servì a introdurre nuove sperimentazioni nella conceria, che seguiva ancora i procedimenti in uso sin dal Medioevo, nonostante i notevoli progressi della tecnica e della chimica. Apparvero così i concianti esotici: frutti, legni, foglie di vegetali diversi dalla tradizionale corteccia di quercia. Verso la fine del secolo fu introdotto il cromo, che rendeva il cuoio più morbido e resistente. Nei primi anni dell’Ottocento tornarono di moda gli stivali alti, come quelli indossati dai generali francesi. Elegantemente lavorati, per la prima volta furono indossati anche dalle donne che, fino a quel momento, li avevano usati solo durante l’attività equestre. Con la popolarità sempre maggiore dei balli, si diffusero le pantofole leggere di capretto o di seta decorata. A metà del secolo, le scarpe essenziali e piatte lasciarono il posto ai modelli con tacco che si affermarono anche in America. Nel 1892 nacque invece l’antenata della scarpa da ginnastica: fu inventata da nove piccole aziende che producevano gomma e pneumatici: la U.S. Rubber company, oggi Uniroyal. Gli statunitensi si ispirarono ai raccoglitori di caucciù del Sud America, dove la gomma estratta dalle piante era plasmata in una babuccia elastica particolarmente comoda.