Giovanni Caprara, ཿCorriere della sera, 29 ottobre 2002, 29 ottobre 2002
«Una sorte ben più tragica di quanto finora si conoscesse incontrò la cagnetta Laika, il primo essere vivente che conquistò lo spazio (
«Una sorte ben più tragica di quanto finora si conoscesse incontrò la cagnetta Laika, il primo essere vivente che conquistò lo spazio (...). Legata in una minuscola capsula spaziale, lo Sputnik 2, il suo cuore prese a battere rapidamente appena il razzo accese i suoi motori, il 3 novembre 1957 (...). Quando (...) la navicella raggiunse il cosmo (...) il suo cuore sembrava reagire meglio (...). Ma (...) il sistema di condizionamento si guastava (...) e l’abitacolo si trasformava in un forno. Il cuore di Laika tornò a battere violentemente sino a che il panico non stroncò la vita del primo essere vivente dello spazio. Erano passate poche ore da quando aveva abbandonato la Terra. Questa è la vera storia (...) della cagnetta Laika, rivelata a Houston durante il Congresso spaziale mondiale, da Dimitri Malashenkov dell’Istituto per i problemi biomedici di Mosca. Da oltre 40 anni si discute sulla sorte del primo animale spedito in orbita. (...) Si incominciò spedendo dei topi a grandi altezze con dei razzi, ma il successo del primo Sputnik, il 4 ottobre 1957, cambiò in fretta i programmi. (...) Nikita Krushev fu sorpreso dal clamore destato nel mondo dall’evento. E per stupire ancora di più ordinava (...) di costruire in fretta un satellite capace di portare a bordo anche un cane. (...) Per la strada si catturarono cani randagi e tre vennero (...) addestrati per il volo. (...) Laika ufficialmente era sopravvissuta 7 giorni e dopo (...) diffondendo un gas si era praticata l’eutanasia. (...) Ma Laika visse solo poche ore e poi la paura la uccise risparmiandole un dramma ancora peggiore, quello di essere bruciata viva». (Giovanni Caprara, ”Corriere della sera”, 29 ottobre 2002)