Mirella Delfini, Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
La storia del Santuario internazionale marino, per proteggere i cetacei del Mediterraneo, prende il via nel 1989, con una proposta di Europe Conservation e del gruppo Tethis
La storia del Santuario internazionale marino, per proteggere i cetacei del Mediterraneo, prende il via nel 1989, con una proposta di Europe Conservation e del gruppo Tethis. Aderiscono subito il Wwf e Greenpeace, ma solo nel maggio del ’91 si fanno i primi passi per l’istituzione di una zona di tutela biologica, nell’area del Mar Ligure compresa tra Punta del Mesco-Capo Corso e Cap d’Antibes. Proibite le spatare, sequestrati 150 km di reti, il progetto va avanti. Nel ’95-’96 si arriva alla Convenzione di Bonn e Monaco sulla cui base nasce l’accordo per la tutela dei Cetacei nel Mediterraneo. Il 29 settembre del 1998 l’Italia s’impegna, ma nel 2000 subirà un’aspra ramanzina per non avere ancora ratificato l’accordo. Una petizione rivolta dagli ambientalisti al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell’Ambiente e degli Esteri, chiede che gli impegni assunti siano tradotti al più presto in un disegno di legge che viene infine approvato il 29 settembre 2001 dal Parlamento. Ora il Santuario dei cetacei è nato. Si trova in un triangolo di mare di circa 96mila kmq (il 4 per cento di tutto il Mediterraneo), nel bacino ligure-corso-provenzale, tra Punta Escapombariou alla foce del Rodano, fino a Capo Falcone sulla costa nord-ovest della Sardegna, e a est da Capo Ferro (sempre in Sardegna) fino a Fosso Chiarone in Toscana (www.cetaceansanctuary.com).