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 2004  gennaio 24 Sabato calendario

Da simbolo dell’incubo nucleare a star del cinema. è stato il regista Stanley Kubrick a immortalare il B-52 in un film dissacrante passato alla storia del grande schermo: ”Dr

Da simbolo dell’incubo nucleare a star del cinema. è stato il regista Stanley Kubrick a immortalare il B-52 in un film dissacrante passato alla storia del grande schermo: ”Dr. Stranamore, ovvero: Come ho imparato a smettere di preoccuparmi e ad amare la Bomba”, interpretato da un istrionico Peter Sellers . Il film, candidato a 4 Oscar, risale al 1964: dopo ”Lolita”, Kubrick era ossessionato dal rischio di una catastrofe atomica. Era il periodo della Guerra Fredda tra Usa e Urss: «Cosa c’è di più assurdo -diceva il regista - di due megapotenze disposte a spazzare ogni forma di vita a causa di un incidente, reso più piccante da differenze politiche insensate come i conflitti del Medioevo?». Di qui l’idea di trasformare il racconto ”Red alert” (Allarme rosso) di Peter George, un ex pilota della Raf (Royal Air Force), in una vicenda surreale. Il film racconta del generale Ripper, comandante di una base aerea Usa, che impazzisce e ordina alla sua flotta di 34 B-52 di bombardare la Russia. Ripper era ossessionato dal timore che i russi potessero contaminare le acque debilitando i «fluidi vitali» degli americani. Dato l’ordine, Ripper si asserraglia nella propria base, per impedire a chiunque di fermare l’attacco. Allora il presidente degli Usa allerta il presidente sovietico, fornendogli i dati necessari per abbattere i B-52. Ma uno di essi riesce a superare lo sbarramento russo: il portellone dell’aereo si blocca ma il pilota, un texano col cappello da cow boy, lo apre manualmente stando a cavalcioni su una bomba H e si ritrova lanciato anch’egli, in un rodeo atomico. è solo l’inizio della catastrofe: in seguito all’attacco, in Russia si attiva automaticamente l’ordigno ”Fine del mondo”, un grappolo di bombe H capace di creare una nuvola radioattiva che avrebbe circondato la Terra per 93 anni. Così il dr. Stranamore, nazista trapiantato in Usa e responsabile dell’ufficio Sviluppo armi nucleari, suggerisce allo Stato maggiore di rifugiarsi nelle miniere per preservare i migliori campioni della razza americana finché non sarebbe sparita la cappa atomica. Per realizzare il film, Kubrick non potè contare sulla collaborazione dell’esercito Usa per farsi spiegare come funzionano gli aerei. Anzi: dovette girare il film in Inghilterra, dove tra l’altro Sellers doveva seguire le pratiche di divorzio dalla moglie. Kubrick si affidò quindi allo scenografo Ken Adams, che era stato pilota della Raf: «Sapevo abbastanza di bombe, razzi e missili, anche se non avevo mai visto una bomba atomica», ha raccontato Adams in un’intervista. «Ho dovuto spremermi le meningi per decidere se farla grande o piccola e alla fine scelsi per molto grande. A Stanley venne l’idea di scrivere ”Hi, there” e ”Hello” sulle bombe. Il personale dell’aeronautica che visitò il set pensò che fossimo stati piuttosto accurati. Rimasero stupiti dal realismo del B-52: la struttura del cockpit, le leve dei comandi, gli indicatori, e il Crm, che era un dispositivo a prova di errore per richiamare i bombardieri nel caso in cui lo show fosse stato annullato. Ci procurammo un sacco di informazioni dalla rivista ”Flight Magazine” e da ”Jane’s”. Le autorità statunitensi non ci furono molto di aiuto a causa di quello che seppero sull’intento satirico del film. Era il periodo della crisi dei missili a Cuba. Eravamo tutti molto preoccupati circa la possibilità di una guerra nucleare». In effetti, il lavoro di fantasia del film fu geniale: l’invenzione della War room (sala da guerra, un immaginario salone nella Casa Bianca con un tavolo circolare) fu così efficace che il presidente Ronald Reagan, appena eletto, chiese subito di visitarla. Il film era davvero realistico, nel descrivere il B-52: la pellicola inizia con un rifornimento in volo tra due Buff. Il generale Turgidson ne esalta le doti: «Dovreste vederlo, è un gigante, coi gas di scarico arrostisce le oche. è impossibile fermarlo, se c’è un pilota in gamba». Gli uomini a bordo passano il tempo mangiando, giocando a carte e leggendo ”Playoboy”, finché non scatta l’ordine di attacco: l’equipaggio attiva i congegni di controllo della rotta e delle bombe e il pilota estrae i piani di bombardamento da una cassaforte . Alcuni dettagli del film, però, sono irreali: non si può stare in piedi in un B-52G, per arrivare alla stiva dove sono alloggiate le bombe bisogna strisciare a carponi. E non si può stare a cavalcioni su una bomba sospesi in cielo. Nonostante le inesattezze e la feroce satira, l’aeronautica militare contattò Kubrick. Racconta John Milius, regista amico di Kubrick: «Tutti i pezzi grossi dello Strategic Air Command e lo stesso generale Le May (vedi box a pag. 78) volevano conoscerlo. Ma lui aveva paura d’incontrarli; temeva che fossero arrabbiati con lui, che volessero rimproverargli qualcosa. Quando lo seppi gli dissi: ”Stanley, come hai potuto avere simili paure? Volevano solo renderti omaggio. Il film gli è piaciuto”. Rispose: ”Lo so, è stata una sciocchezza. Avrei voluto andare a Washington a incontrarli”. Amava le storie di guerra: ”L’amore per la guerra mi rassicura, perché so di essere un codardo”. Era affascinato dall’onore e dallo spirito di corpo». Vito Tartamella