Claudia Grisanti, Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
Anche gli uccelli imparano a cantare, e costituiscono un ottimo modello per studiare l’apprendimento vocale nelle persone
Anche gli uccelli imparano a cantare, e costituiscono un ottimo modello per studiare l’apprendimento vocale nelle persone. A parte le balene e gli altri cetacei, che emettono un canto simile a quello umano, con un ritmo e temi ripetuti più volte, ben pochi altri animali sanno cantare – e le balene non sono certo facili da tenere in laboratorio: meglio quindi studiare passeri e cinciallegre. Gli uccelli cantano un po’ perché madre natura li predispone, un po’ perché hanno vicino mamma e papà che gli forniscono il modello sonoro, un po’ perché fanno le loro prove e si autoascoltano, confrontando i propri goffi tentativi con il canto di riferimento che hanno memorizzato. Questo modello, spesso un dialetto, una versione locale del canto della specie, è essenziale: i nidiacei che ne sono privi imparano una versione patologica. Come i bambini, anche i pulcini imparano a vocalizzare nelle prime fasi della vita, con periodi (o finestre) sensibili per l’apprendimento. Il passero, per esempio, deve ascoltare gli adulti in primavera fino a metà dell’estate, il diamante mandarino fino a due mesi dalla schiusa, e il canarino fino all’autunno. Subito dopo comincia la fase di apprendimento motorio, simile al balbettio dei bambini. L’autoascolto durante questa fase è essenziale: se un pulcino è reso sordo durante il periodo di apprendimento sensomotorio impara ancora una volta una canto sbagliato. l’apprendimento stesso a porre fine a questi periodi particolarmente recettivi, insieme ad altri fattori, per esempio gli ormoni della pubertà. Durante ognuna di queste fasi si strutturano specifiche reti di cellule nervose nel cervello. Ci sono circuiti cerebrali che comandano i muscoli per la produzione di suoni, quelli della respirazione e della creazione della voce, tutti da coordinare; reti per la percezione dei suoni, la memorizzazione del modello e la valutazione del feedback uditivo. Negli uccelli queste aree sono state tutte individuate, a differenza di quelle umane. C’è però un elemento che cambia tutto tra uomini e canarini: al contrario degli animali, le persone conoscono e usano una grammatica.