Claudia Grisanti, Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
Lo scorso ottobre il professore Mario Giacovazzo, dell’Università La Sapienza di Roma, ha ricordato il suo incontro con Maria Callas nel 1975, due anni prima della morte del grande soprano
Lo scorso ottobre il professore Mario Giacovazzo, dell’Università La Sapienza di Roma, ha ricordato il suo incontro con Maria Callas nel 1975, due anni prima della morte del grande soprano. Verso la fine della sua carriera la Callas soffriva di abbassamenti di voce che, secondo Giacovazzo, erano dovuti a una dermatomiosite, un’infiammazione del tessuto connettivo della laringe. In realtà il caso di cantanti lirici, che dopo anni di carriera, hanno problemi con la voce non è così raro. Qualche volta succede anche che cantino mezzo tono sopra o sotto il dovuto, ma la loro stonatura è comunque diversa da quella delle altre persone, in un certo senso fisiologica e dovuta al fatto di aver abusato della voce. Ma come mai un professionista, ricco di talento naturale, espertissimo nell’ascolto e ancora di più nella produzione vocale, monitorizzato continuamente, può andare incontro a guai così seri? «Molti problemi sono causati da uno sforzo eccessivo, che si verifica se il cantante non ha imparato a gestirsi correttamente o se ha esagerato con la prestazione: in questo caso gli organi, cioè le corde vocali e le cavità di risonanza non rispondono più» spiega Oskar Schindler, professore di Audiologia e Foniatria dell’Università di Torino. La voce è prodotta dalla vibrazione delle corde vocali, messe in moto dall’aria attraverso la respirazione. Il suono emesso viene poi modulato, amplificato e attutito nel tratto vocale, che va dalle corde vocali alle labbra alle cavità nasali, e fa da tubo di risonanza. Questa parte anatomica può cambiare forma e modificare quindi la frequenza delle onde sonore che compongono la voce. Sfortunatamente le corde vocali possono andare incontro a malattie professionali. «Per esempio, quando si canta all’aperto o in luoghi inadeguati lo sforzo può diventare notevole» osserva Schindler. «In questo senso cantare all’Arena di Verona diventa uno sforzo incredibile». Molto dipende anche dal singolo, perché ogni cantante è un caso a sé: per esempio, se il tenore Alfredo Kraus si basava sullo studio, Luciano Pavarotti sfrutta le sue eccezionali doti naturali. Altri problemi della voce possono nascere da condizioni di tipo ormonale, sia negli uomini che nelle donne. Per esempio, durante il periodo premestruali le cantanti liriche possono avere problemi di congestione. Ci sono poi problemi banali, come le laringiti, le influenze o le malattie debilitanti, e quelli causati da emozioni troppo intense, come le crisi da panico. Malattie gestibili nelle persone normali, come il cancro delle corde vocali, in un cantante lirico diventano problematiche. «Ma tra le patologie più gravi» conclude il professor Schindler «ci sono i noduli delle corde vocali, un ispessimento anomalo del tessuto connettivo. In genere arrivano alla fine di una lunga serie di errori e disavventure e possono anche segnare la fine della carriera per un cantante lirico».