Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
Il Vecchio Testamento menziona Petra nel racconto dell’arrivo del popolo di Israele nella terra di Edom dopo 40 anni passati nel deserto
Il Vecchio Testamento menziona Petra nel racconto dell’arrivo del popolo di Israele nella terra di Edom dopo 40 anni passati nel deserto. Nelle colline vicine Mosè fa scaturire l’acqua da una roccia, creando l’odierna sorgente di Ain Musa. Il re locale Reqem ordina agli israeliti di lasciare le sue terre, ma nel frattempo Mosè perde il fratello Aronne, che viene sepolto nel vicino monte di Jebel Haroun. Attorno al 1000 avanti Cristo re David conquista Petra ed Edom, che restano sotto dominio israelita anche con re Salomone. Dopo il crollo del regno d’Israele, gli edomiti tornano in possesso della loro terra, ma dal VI secolo avanti Cristo iniziano ad arrivare i Nabatei, che nel IV secolo assumono il controllo di Petra. Lo storico romano Diodoro Siculo narra di un attacco non riuscito contro Petra condotto nel 312 a.C. dai soldati greci del re seleucida della Siria, Antigono. Approfittando del conflitto tra l’Egitto tolemaico e la Siria seleucida, Petra estende le sue conquiste fino ad assumere nell’80 a.C. il controllo di Damasco e continua ad arricchirsi grazie alle sue miniere di rame e ai commerci di spezie con l’India e la Cina. La popolazione supera le 30mila anime. Pompeo attacca la città nel 62 a.C., ma finisce per accontentarsi di un riscatto di 300 talenti d’argento. L’arrivo di Roma segna l’inizio del declino politico ed economico di Petra, che verrà inglobata nella Provincia Arabia dell’Impero nel 106 dopo Cristo alla morte dell’ultimo re nabateo, Rabbel II.