Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 24 gennaio 2004
Ricostruita una proteina dell’occhio dell’archeosauro, rettile estinto 240 milioni di anni fa. Si tratta della rodopsina, presente anche nei vertebrati, che reagisce a una particolare lunghezza d’onda della luce
Ricostruita una proteina dell’occhio dell’archeosauro, rettile estinto 240 milioni di anni fa. Si tratta della rodopsina, presente anche nei vertebrati, che reagisce a una particolare lunghezza d’onda della luce. Collegata alle cellule nervose della retina, è fondamentale per l’adattamento al buio. Per ricreare la versione appartenuta all’archeosauro, Belinda Chang e colleghi della Rockefeller University di New York (Stati Uniti) hanno analizzato il gene corrispondente nel Dna dei suoi discendenti moderni: alligatori, uccelli e pesci. Dal gene hanno quindi ricavato la proteina. L’antica proteina funziona bene alla luce bassa, meglio di quella di mammiferi e rettili moderni. Il che suggerisce che l’archeosauro, a differenza di quanto ritenuto finora, probabilmente cacciava di notte. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista ”Molecular Biology and Evolution”.