Mino Vignolo, "Corriere della Sera" 17/1/2004 pagina 31., 17 gennaio 2004
Quando Gabriel García Marquez termina di scrivere qualcosa, vola a Cuba e consegna il manoscritto nelle mani di Fidel Castro, «il solo a possedere la perspicacia assoluta che lo mette in grado di trovare anche la minima contraddizione nella trama e nei personaggi»
Quando Gabriel García Marquez termina di scrivere qualcosa, vola a Cuba e consegna il manoscritto nelle mani di Fidel Castro, «il solo a possedere la perspicacia assoluta che lo mette in grado di trovare anche la minima contraddizione nella trama e nei personaggi». Una notte all’Avana, i due rimasero a discutere per ore e prima d’andarsene, Gabo consegnò un paio di scritti a Castro perché desse la propria opinione: la mattina dopo, il líder maxímo fece un’analisi completa dei due libri, che aveva letto fino all’alba.