Varie, 22 gennaio 2004
CAPAREZZA
CAPAREZZA (Michele Salvemini) Molfetta (Bari) 9 ottobre 1973. Cantante • «[...] L’artista che con Fuori dal tunnel nel 2003 ha fatto cantare l’Italia [...] è uno dei rapper più originali della nostra scena musicale [...]» (Carlo Moretti, ”Repubblica” 31/12/2005). «Era ancora Miki Mix quando nel ”97 partecipò al Festival di Sanremo tra le ”Nuove proposte": spaghetti-rap senza futuro, e infatti Miki Mix scomparve nel nulla. Lasciò la casa di Milano, le limousine del successo inaspettato quanto effimero in Francia, e se ne tornò a Molfetta di Bari, a ripensarci un po’ su. Due anni in cui si è lasciato crescere i capelli (capa rezza in dialetto significa testa riccia) e ha lavorato nei villaggi turistici come animatore, continuando però sempre a comporre musica, anche se questa volta proprio quella che voleva, non quella composta su commissione per i supponenti guru della discografia. Lui li chiama ”quei figuri”. Ora è soltanto Caparezza, la proposta più interessante della musica rap in Italia. Il suo raggamuffin venato di forti influenze folk è una gradita sorpresa nell’asfittico panorama discografico. Nei suoi due dischi (l’ultimo è Verità supposte) utilizza un italiano ricco, alto. I suoi concerti sono spettacoli divertenti, ”teatrali”, e sempre affollatissimi. [...] Nell’esperienza Miki Mix io ci sono caduto. Fino a qualche tempo fa avevo una difficoltà enorme a parlarne ma ora essa rappresenta per me l’esatto opposto di ciò che è stata, e credo sia una sorta di garanzia per chi ascolta le mie canzoni. Volevo fare della musica la mia vita, ma c’è modo e modo per farlo. Ero arrivato all’assurdo dei pezzi su commissione, canzoni pop melodiche, rap scialbo. Dopo Sanremo ero destinato alla dimenticanza, come il 90 per cento degli artisti che vanno al Festival. La mia unica convinzione era di poter arrivare un giorno a fare ciò che volevo e certi figuri della discografia mi avevano insegnato la politica del compromesso: ”Un giorno potrai fare quello che vuoi”, dicevano. In realtà loro sanno bene che più grande sarà il successo ottenuto meno sarà possibile cambiare rotta. [...] Ho cambiato nome, mi sono lasciato crescere la barba, i capelli, ho ricominciato con i demo, e ho iniziato un viaggio con una consapevolezza diversa, finalmente mia, personale. Il mio cambiamento è talmente sincero che io non riesco a giustificare l’esperienza Miki Mix, anche se non riesco a prescindere da essa. Perché non ho tradito la gente, ho tradito me stesso, il che è molto più grave. [...] La musica è gioco anche quando si dicono cose serie, altrimenti diventa pura matematica. [...] Ho una collezione di vinili molto ampia, mi piace prendere dei campioni da cose diametralmente opposte a quelle che faccio. Io non faccio prima né il testo né la musica, io faccio sempre prima la sensazione”» (Carlo Moretti, ”la Repubblica” 22/1/2004).