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 2004  gennaio 21 Mercoledì calendario

Lima GovinhoFrancisco

• Nato a Manaus (Brasile) il 17 aprile 1971. Calciatore. In Italia ha giocato con Lecce e Roma. «Ascolta musica brasiliana ”perché così mi sento a casa in qualsiasi momento”, ma è un cantante americano famoso anche nella sua Amazzonia ad aver dato il titolo alla sua vita, Bruce Springsteen. ”Born to run”, nato per correre, è stata scritta nel 1975. Lima aveva quattro anni e già correva. [...] Ho sempre avuto in testa il calcio. Cominciai a giocare quando ero bambino. A 18 anni m’ingaggiò il Sao Raimundo, una squadra della mia città, Manaus, e iniziò la mia carriera. Sono grato al calcio perché vengo da una famiglia povera e il mio stipendio ha permesso ai miei parenti di vivere meglio. Siamo una famiglia numerosa: papà Raimundo ex portiere dilettante, mamma Degma, quattro fratelli e quattro sorelle. Con i primi guadagni seri ho aperto un negozio ai miei genitori e ora va meglio. Ma i problemi non sono finiti. [...] La felicità. La cerco da quando sono nato, non l’ho ancora trovata. La rincorro, spero un giorno di raggiungerla. La fede mi aiuta. Tutti i giorni, quando apro gli occhi, ringrazio Dio. Il mio primo pensiero la notte di Capodanno è stato quello di trovare nel 2004 quello che cerco da una vita. [...] Lima corre perché in Brasile non esiste solo il calciatore di classe. C’è anche il calciatore potente e veloce, che ha qualità fisiche particolari. Penso anche a Mancini e a Serginho, che conosco bene per averci giocato insieme a San Paolo nel 1995. [...] Manaus è bellissima. la capitale dell’Amazzonia, del polmone delmondo che ora anche gli americani vogliono salvare. A Manaus scorrono due fiumi, affiancati. Uno ha le acque chiare, quasi bianche, si chiama Aguabrante. L’altro ha le acque scure, è il Rio Negro. [...] Un giorno i dirigenti del Gaziantepspor vennero in Brasile per seguire un calciatore del Santos. Quel giorno il Santos giocò contro la mia squadra, il San Paolo. A fine partita i dirigenti vennero negli spogliatoi e mi dissero che volevano portarmi in Turchia. ’Vieni, guardi la città e poi decidi’. Mi offrirono un buon contratto e accettai. In Turchia sono stato bene, mi hanno rispettato e ho guadagnato i primi soldi veri. Un altro posto dove mi sono trovato bene è Lecce. [...] Quando mi sveglio fatico ad entrare in sintonia con il mondo. Ho bisogno di pace e di tranquillità. Poi mi calmo e comincio a correre» (Stefano Boldrini, ”La Gazzetta dello Sport” 6/1/2004).