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 2004  gennaio 19 Lunedì calendario

GORRERI Franco. Nato a Collecchio (Parma) il 16 febbraio 1952. Il presidente della Banca Monte Parma arrestato il 19 gennaio 2004 nell’ambito dell’inchiesta su Parmalat, ha ricoperto fino al 1992 la carica di direttore finanziario del gruppo di Collecchio (Parmalat spa)

GORRERI Franco. Nato a Collecchio (Parma) il 16 febbraio 1952. Il presidente della Banca Monte Parma arrestato il 19 gennaio 2004 nell’ambito dell’inchiesta su Parmalat, ha ricoperto fino al 1992 la carica di direttore finanziario del gruppo di Collecchio (Parmalat spa). Laurea in Scienze politiche presso l’Università di Bologna, nel 1991 diventa consigliere di amministrazione della Banca Monte Parma in occasione della sua trasformazione in società per azioni. Poi, nel febbraio 1992 viene nominato presidente della Fondazione che controlla l’istituto parmense. Nell’aprile dello stesso anno, assume la carica di presidente della banca, che deterrà fino al 13 gennaio 2004, quando si è autosospeso a seguito delle indagini. Il giorno dell’insediamento alla guida della banca, Gorreri aveva dichiarato: «Banca del Monte è per tradizione la banca degli enti e delle famiglie, l’obiettivo è ora quello di farla diventare anche la banca degli imprenditori». Tra le altre cariche ricoperte: partecipazioni nei consigli Parmafactor (società di factoring di Collecchio) e Marsh and Co (broker assicurativo). stato anche nel consiglio dell’ente Fiere di Parma e vicepresidente del Parma Calcio. «A dar retta alle confessioni di Calisto Tanzi ai pubblici ministeri di Parma, Franco Gorreri, è un figlio della Prima Repubblica. Quando le nomine nel mondo del credito, comprese quelle nella più piccola cassa di risparmio delle valli bergamasche, erano decise dalle stanze della politica. ”Mi rilsulta - ha raccontato il 30 novembre 2004 l’ex re di Colecchio ai pm Antonella Ioffreddi e Silvia Cavallari - che la nomina di Gorreri alla presidenza della Banca Monte di Parma nel 1992 sia stata fatta dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi su proposta di Fabio Fabbri”. Il ministro socialista, oggi avvocato difensore dell’ex direttore Parmalat Domenico Barili, si prese la premura di chiedere a Tanzi un giudizio sulla scelta. ”Mi domandò cosa ne pensassi, dal momento che era un mio dirigente”. La risposta, evidetentemente, fu affermativa. A neanche quarant’anni, il bel Franco si installò in uno dei crocevia nevralgici dell’opulenta comunità parmigiana. D’altro canto i rapporti tra il garofano e Gorreri erano noti a tutti. Non ha mai nascosto le amicizie né con Fabbri né con il potente ex presidente della Provincia Claudio Magnani. E con i socialisti era stato anche alla guida del comune di Collecchio tra il 1970 e il 1980. Personaggio limpido, raccontano [...]. Faceva tutto alla luce del sole, compreso il valzer con le bionde e le rosse. Allo stadio, capelli lunghi, blazer blu e barba di due giorni, non si faceva premura di nascondere l’ultima fiamma. Uomo dalle passioni forti e incurante dell’etichetta. Fu così che nella stagione calcistica 96-97 finì sulla panchina del Parma a fianco di Carlo Ancelotti. Unico caso in Italia di presidente di una banca, seppur piccola, che contemporaneamente ha ricoperto anche l’incarico di team manager di una squadra di calcio. Durante la settimana si occupava di finanziamenti e di conti al Monte, dispensava consigli finanziari al suo sponsor Tanzi e al direttore Tonna. La domenica portava la distinta all’arbitro con i nomi di Bucci, Benarrivo, Minotti e Asprilla, e correva per il campo quando i gialloblù gonfiavano la rete. Come tutti i tanziani ha goduto di buona reputazione negli ambienti che contano della città, politiche e confindustriali. Anche dopo Tangentopoli e la caduta del Psi. Tanto che prima delle ultime elezioni per la provincia, la coalizione di centrosinistra aveva pensato ad una sua candidatura. [...] Gorreri è stato anche membro del consiglio di amministrazione dell’Acri, il sindacato delle fondazioni bancarie. E poi il Monte di Parma sarà anche una piccola realtà di provincia ma rientra nella famiglia di un altro Monte, quello dei Paschi di Siena, ben più importante nel panorama italiano del credito» (Federico Monga, ”La Stampa” 20/1/2004). «Quando c’era Ancelotti sulla panchina del Parma, lui era il team manager che gli sedeva accanto, con il bavero del cappotto rialzato e la barba da una settimana alla Mickey Rourke, era quello che saltava in aria quando segnavano Chiesa e Crespo che allora giocavano da queste nebbie con il capitano Benarrivo e il vecchio Minotti che faceva la riserva. Lui era il presidente della Banca del Monte, ma alla domenica veniva negli spogliatoi a dar le formazioni agli arbitri, prima di chiacchierare con Ancelotti che si mangiava le unghie e succhiava le sigarette, mentre arrivavano secondi dietro alla Juve che rimontavano un punto dietro l’altro, con dei piccoli numeri, il 4-4-2 e l’1-0 in trasferta, mica quelli dei bond che stanno affondando tutto adesso. Ma allora erano proprio altri tempi, e lui diceva ”siamo i primi ad aver capito quant’era bravo l’Ancelotti” mentre facevano solo i conti con la classifica e Calisto Tanzi voleva portare Roberto Baggio al Parma. Era l’anno 96/97. Il cavaliere aveva messo lì Franco Gorreri anche perché era un gran tifoso e gli aveva detto che gli sarebbe piaciuto, non importava se era pure presidente della Banca del Monte. Oggi dicono tutti che il cavaliere non sapeva dire di no ai suoi amici. Franco Gorreri era l’ex direttore finanziario Parmalat negli anni belli, quando non c’erano buchi ma neppure la Parmalat do Brasil e La Vascongada, e c’era solo Collecchio e il cappellino di Niki Lauda. Poi diventò presidente della Banca del Monte, anno 1992, e lo è ancora oggi, e secondo l’accusa forse non sapeva dir di no nemmeno lui ai suoi amici e magari aveva chiuso un occhio sui conti di Tanzi. Anche Gorreri è indagato per concorso in bancarotta fraudolenta, truffa e false comunicazioni sociali, perché pezzo dopo pezzo viene giù tutto quello che era stato qui, forse tutti quelli che comandavano e tutto quello che era successo, pure quando il Parma inseguiva la Juve. [...] laurea in scienze politiche, ex sindaco socialista di Collecchio nel 1979/80 [...] Dei due ragazzi raccomandati da Tanzi in banche o mondi affini, lui, Gorreri, è quello che piace alla gente e di cui tutti parlano bene, anche se ha lasciato stragi di cuori sulle sue piste, passando da una moglie all’altra e da una ragazza cubana a una russa come se niente fosse, e di solito queste passeggiate seminano coltelli tra i denti e cattivi ricordi. Invece, ripetono che è ”vivace, brillante, generoso”.[...]» (’La Stampa” 4/1/2004).