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 2004  gennaio 19 Lunedì calendario

Goldsmith Olivia

• (Randy Goldfield) 1949, Manhattan (Stati Uniti) 15 gennaio 2004. Scrittrice • «La scrittrice del successo mondiale The First Wives Club (Il club delle prime mogli) [...] All’inizio della sua carriera artistica nessuno l’aveva presa sul serio. Come consulente finanziaria in un’importante società di New York era considerata tenace e preparata, tanto che fu una delle prime donne nella storia di Wall Street cui venne offerto di diventare amministratrice delegata della compagnia. Ma a lei non bastava: voleva divertirsi e guadagnare molto di più. E quando venne fuori con l’idea di mettersi a scrivere, in molti le consigliarono di ripensarci. Invece il suo The First Wives Club, uscito nel 1992, un romanzo sulla storia di tre donne in cerca di atroce vendetta perché abbandonate dai rispettivi mariti per compagne più giovani, è diventato subito un caso. Quando poi quattro anni più tardi a Hollywood hanno deciso di farne un film, la fama di Olivia è schizzata alle stelle. Assieme ai suoi guadagni. La pellicola, con Diane Keaton, Bette Midler e Goldie Hawn, costò 26 milioni di dollari: dopo il primo week-end nelle sale ne aveva già incassati 106. ”Perché ci sono un sacco di donne arrabbiate come me”, aveva spiegato Olivia. Anche lei si era separata dal marito Paul Smith poco prima di iniziare la sua seconda vita artistica, ma ha sempre assicurato che l’esperienza personale giocava un ruolo minimo nei suoi libri. Cresciuta tra New Jersey e New York, Olivia si chiamava in realtà Randy Goldfield, nome che avrebbe ripudiato subito dopo la rottura col marito, durante una fuga a Londra per riprendersi dalla depressione. In quel periodo adottò l’identità di Justine Rendal. Per trasformarsi in scrittrice decise per Olivia Goldsmith, forse timorosa di andare incontro a una stroncatura. Invece è diventata una sorta di pasionaria delle ultraquarantenni americane, di cui poco meno del 25 per cento ha dovuto affrontare una separazione. Dopo The First Wives, la Goldsmith ha scritto una decina di libri e racconti, sempre nell’ambito delle diatribe familiari e con risultati piuttosto lusinghieri in libreria, anche se i critici l’hanno sempre trattata col sospetto che riservano a chi non nasce intellettuale. Il suo motto è racchiuso in una intervista che rilasciò alla Abc : ”Il mio successo deriva dalla rabbia accumulata. Mi sono messa a scrivere perché voglio che la giustizia trionfi, almeno nella fantasia. La vita è già così grama, che a me piace scrivere cose in cui ciascuno ha quello che si merita”. A cominciare dagli uomini over-50 che si lanciano appresso delle ragazzine, per fare sovente una fine meschina» (Riccardo Romani, ”Corriere della Sera” 17/1/2003).