Varie, 17 gennaio 2004
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Flachi Francesco
• Firenze 8 aprile 1975. Calciatore. Ha giocato con Fiorentina, Bari, Ancona, Sampdoria, Empoli, Brescia. Positivo a un metabolita della cocaina il 21 febbraio 2007, fu squalificato per due anni. Nuova positività il 19 dicembre 2009, subì una squalifica di 12 anni • «[...] ai fiorentini cui non era ancora passata la rabbia per l’affare concluso dai Pontello con la Juventus dicevano che il nuovo Baggio se l’erano fatto in casa: aveva 18 anni, un bel tocco, quel tanto di impudente follia che non lo rendeva banale e un cognome tosco-spagnoleggiante che entrava benissimo nei titoli. Era Flachi. Non andò come si aspettavano. Flachi lo ritroviamo adesso, lanciatissimo nella sorprendente Sampdoria, quando pensavamo che si fosse perso in una carriera di seconda fila, da promessa perduta. Ha ancora un bel sorriso, da monello cresciuto. ”L’allegria - spiega - è stato il segreto per tenersi vivi in questi dieci anni, senza sentirsi sconfitti”. Dov’era finito l’erede di Baggio? ”Il paragone era pesante. Non ero Baggio, ero un ragazzo che non aveva tra le qualità la percezione che il calcio va fatto come un mestiere e non un gioco. Ho giocato molto. E a Firenze mi coccolavano troppo. Me lo disse Scoglio: se non sei ciò che potevi essere, al 50 per cento è colpa tua, al 50 è colpa della Fiorentina”. Il suo 50 per cento in cosa è consistito? ”Ad esempio non capii che dovevo tagliare con certe compagnie. Io sono un tipo alla buona, dò confidenza a tutti: nacquero storie spiacevoli, commisi errori. Per fortuna mi sposai. Ma ormai c’era l’etichetta. E comunque la Fiorentina non mi diede fiducia: la Juve rinunciò a Baggio perché aveva Del Piero, a Firenze non seppero valorizzare la nidiata in cui c’era anche Zanetti. Hanno perso tutti i giovani e s’è visto com’è finita la società”. vero che lei era il cocco di Batistuta? ”Mi aveva preso sotto la sua ala e mi consigliava cosa fare e cosa no, anche fuori dal campo. Erano anche gli anni in cui i fantasisti piacevano poco: persino Baggio trovava difficoltà e detrattori, figurarsi io”. Adesso è meglio? ”Qualcosa è cambiato, si è meno intruppati negli schemi”. Il modello di Flachi? ”Mancini. Ne indosso la maglia, è già un bel traguardo anche se lui era più universale mentre a me piace stare avanti”. [...] Sta diventando famoso per i gol in rovesciata: tre su quattro tentativi. La rovesciata di Flachi è come il ”cucchiaio” di Totti? ”Io ci provo quando è la soluzione più logica, non cerco il colpo fine a se stesso, anzi non voglio che la gente si abitui a pretenderlo. Totti è il più bravo del mondo. La rovesciata è più difficile del ”cucchiaio’, [...] Vengo da una famiglia che solo quando sono venuto alla Samp, nel ’99, ha potuto trasferirsi dalle case popolari. Da ragazzo i soldi me li davano i nonni: 5 mila lire a gol, ne feci 68 in una stagione e smisero perché gli avevo prosciugato la pensione. Cosa vuole che sia non essere diventato un altro Baggio?”» (’La Gazzetta dello Sport” 9/1/2004).