Varie, 16 gennaio 2004
BALLOTTA
BALLOTTA Marco Casalecchio di Reno (Bologna) 3 aprile 1964. Calciatore. Portiere. Il calciatore più vecchio che abbia giocato in serie A (fino a 44 anni) • «Emilianissimo al punto di aver giocato quasi sempre nelle squadre della sua regione (Bologna, Modena, Parma, Reggiana e ancora Modena, con brevi passaggi alla Lazio e all’Inter), sempre presente come convinto testimonial in decine di iniziative dei comuni delle sue parti (campagne per la sicurezza stradale, partite del cuore, dibattiti sul calcio e sullo sport), è uno che ama citare Ligabue e la sua vita da mediano: andrà avanti a giocare finchè ce n’è. [...] A proposito di Pagliuca, suo ex vicino di casa col quale condivide gli inizi nelle giovanili del Bologna e gli insegnamenti dell’ex portiere rossoblu Battara, Ballotta ricorda che alla Sampdoria doveva andarci lui. E invece no. Nel grande Parma di Asprilla, Benarrivo, Taffarel e Brolin - proprio quello di cui oggi si celebra il rimpianto - era il secondo del portiere di dio brasiliano, ma nell’annata 1992-93 si fece ugualmente trovare pronto all’appuntamento con la vittoria nella Coppa delle Coppe e nella Supercoppa europea. Arrivò in tempo anche alla Lazio per vincere lo scudetto del 2000 come secondo di Marchegiani. L’impresa non gli è riuscita all’Inter, l’anno dopo, dove sosteneva dalla panchina il più giovane Sebastian Frey. A Modena, oltre che portiere titolare, Ballotta è uno dei rigoristi della squadra» (Alberto Piccinini, ”il manifesto” 14/1/2004). «L’hanno definito il ”portiere della via Emilia”, per aver giocato con Bologna, Modena, Cesena, Parma, Reggio Emilia, tutte città attraversate da questa importante arteria stradale. Però, Marco Ballotta, si porta dietro anche l’etichetta di ”portafortuna”, per essere stato tra i protagonisti all’epoca dei successi di Eriksson. Ballotta è entrato nel cuore del popolo laziale per una prestazione maiuscola una sera di Coppa Italia al ”San Paolo” di Napoli quando, con alcune parate importanti evitò alla Lazio una clamorosa eliminazione, nella stagione 1997-98. Eriksson aveva mandato in campo alcune seconde linee e la squadra rischiò pesantamente di uscire dalla competizione. Furono gli interventi del portiere a tenerla a galla, uno decisivo, proprio nel finale. La Lazio vinse quella Coppa Italia e cominciò una cavalcata di successi. In serie A collezionò soltanto 13 presenze in 3 campionati, con Marchegiani titolare, che rimpiazzò proprio in derby vinto 2-1. Alla spalle una lunghissima attività attraverso tutte le categorie: Interregionale, C1, serie B. Professionista serio ed esperto, il portiere è rimasto fortemente legato ai colori biancocelesti e, quando il ds Carlo Osti [...] con lui al Treviso, gli ha prospettato la possibilità di tornare alla Lazio, Ballotta non ha esitato. Era in scadenza di contratto ma la società trevigiana voleva rinnovargli l’accordo per averlo ancora titolare in serie A. Meglio il terzo nella Lazio che il primo nel Treviso. Contratto per una stagione a 140 mila euro. [...] il portiere più vecchio a giocare in serie A, superando il mitico Zoff, che era presidente quando Ballotta arrivò alla Lazio. ”Questo record lo ritengo un premio alla mia carriera. Nel calcio ci vuole anche fortuna ma niente capita per caso. Se dopo ventritre anni sono ancora a giocare in A, significa che ho sempre agito con impegno e professionalità, in campo e fuori e sono stato sorretto da una grande passione [..] Che soddisfazione superare il mio mito Zoff, che mi fece firmare il primo contratto alla Lazio, che bello giocare il derby” [...]» (G.D.B., ”Il Messaggero” 25/10/2005).