Gian Antonio Orighi, ཿLa Stampa 12/1/2004, pagina 29., 12 gennaio 2004
Salvador Dalì raccontava che alcuni avevano scoperto in lui doti letterarie superiori all’abilità rivelata nei suoi quadri: "Già nel ’22, Lorca predisse che ero destinato a compiere una missione letteraria e suggerì che il mio avvenire poggiava precisamente nel romanzo"
Salvador Dalì raccontava che alcuni avevano scoperto in lui doti letterarie superiori all’abilità rivelata nei suoi quadri: "Già nel ’22, Lorca predisse che ero destinato a compiere una missione letteraria e suggerì che il mio avvenire poggiava precisamente nel romanzo". Quando scrisse ”Rostros Ocultos” volle inventarsi una nuova "ars amatoria" che consiste nella massima passione erotica ma senza contatto fisico: "Dal secolo XVIII la trilogia passionale inventata dal divino marchese de Sade è rimasta incompleta: sadismo, masochismo. Era necessario scoprire il terzo termine del problema, il ”cledalismo”, che deriva dal nome della protagonista del mio romanzo (Solange de Cledá, ndr). Il cledalismo è il piecere e il dolore sublimato da una assoluta identificazione trascendente con l’oggetto. Solange è una Santa Teresa profana. Epicuro e Platone ardenti in una sola fiamma di eterno misticismo".