Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  gennaio 14 Mercoledì calendario

Cervato Sergio

• Nato a Carmignano di Brenta (Padova) il 22 marzo 1929, morto a Firenze il 9 ottobre 2005. Calciatore. stato uno dei più grandi difensori del calcio italiano, forse il miglior terzino nella storia della Fiorentina. Un giocatore con grandi qualità tecniche e atletiche, ma anche umane. Arrivato a Firenze nel ’48, ha giocato undici stagioni in maglia viola e nel ’56 è stato uno degli artefici del primo scudetto. Nel 1959 passò alla Juventus, con cui vinse due scudetti. «[...] Era la Juve di Charles e Sivori, la squadra presieduta da Umberto Agnelli e allenata da Renato Cesarini. Cervato vi approdò dopo la lunga militanza fiorentina. Nella formazione viola aveva ricoperto il ruolo di terzino in coppia con Magnini. Alla Juve cambiò ruolo diventando libero con Castano stopper. Nella stagione 1960-1961 bissò lo scudetto nel campionato ritornato a 18 squadre. In panchina la coppia Cesarini-Parola. Cervato era molto forte fisicamente e bravo nell’anticipare gli attaccanti avversari, nonchè robusto nei tackle. Aveva una doppia specialità: le punizioni e i rigori. Li calciava entrambi con un destro potente. I rigori diventavano delle autentiche ”bombe” imprendibili per il portiere. Nel primo anno (34 presenze, il massimo come Charles) segnò 6 reti. In quello successivo (28 presenze) relizzò un gol soltanto e fu testimone del ritiro di Boniperti dalla scene calcistiche, festeggio la conquista del Pallone d’Oro da parte di Sivori, e fu in campo nel famoso 9-1 all’Inter, nella partita ripetuta in seguito a un’invasione di campo. [...] Aveva un modo molto particolare di correre e nello spogliatoio gli attribuirono il soprannome di ”gambetta”. Giocò anche in Nazionale. Per lui, 4 gol nelle 31 convocazioni e 12 vittorie. Fu selezionato per il Mondiale del 1954 in Svizzera» (’La Stampa” 10/10/2005). «Difensore goleador degli anni Cinquanta, dotato di una tecnica raffinata: ottimo lancio e stangata esplosiva, che sfrutta al meglio nei calci di punizione e nei rigori. Debutta diciannovenne in serie A con la Fiorentina. Attorno a lui, terzino per vocazione, prende forma lo squadrone che, sotto la guida di Fulvio Bernardini, si laureerà campione d’Italia nel 1956. Ancora tre stagioni in viola e poi, nel 1958, accetta l’offerta della Juventus. Maturo e carico di gloria, lascia la fascia per passare al centro della difesa e diventa, così, stopper, ruolo che gli calza alla perfezione. Ha gambe storte da fantino e, come detto, una cannonnata arcuata, carica di effetto, che incenerisce i portieri. , quella, la Juve di Boniperti, Charles e Sivori. Cervato ”tiranneggia” nel cuore della Maginot, duro nei tackle, reattivo nel gioco aereo. Si ferma per non più di due stagioni (62 presenze in campionato, 7 gol), ma vince tutto: due scudetti (1960, 1961) e due Coppe Italia (1960, 1961). Si fa onore anche in Nazionale: 28 presenze, 4 gol» (’La Stampa” 5/1/2004). «[...] Iniziò nel Tombolo a 17 anni e poi passò ai dilettanti del Bolzano. Nell’estate del 1948 iniziò a girare l’Italia, a caccia di squadra e fortuna. Passò per Genova, sponda Sampdoria, fece un provino e lo scartarono. Via, si prova a Firenze. No, la Fiorentina non se lo fece scappare. ” il più grande difensore della storia viola”, dicono i tifosi gigliati. A Firenze resterà dal 1948 al 1959: 316 presenze e 31 reti. Infallibile dal dischetto, micidiale su punizione, contribuì alla conquista del primo scudetto della Fiorentina nel ’55-56: 33 presenze e 5 gol. In viola vinse anche una coppa Italia, nella stagione 1958-59. A 22 anni esordì in Nazionale: 28 presenze e 4 reti in azzurro. il difensore goleador degli anni Cinquanta, straordinario cursore a sinistra. Poi farà il centromediano, senza rimpianti. Quando c.t. è l’apolide Czeizler, Cervato è uno del blocco viola della Nazionale. ”Il blocco dei brocchi”, decretò Gianni Brera, prima di un Italia-Egitto. Finì 5-1, per gli azzurri. Firenze si sentì offesa, Chiappella chiese un colloquio con Brera. Non Cervato, ”lui non parlava neppure in campo” [...] Nel 1959 passò alla Juventus, con i bianconeri vinse 2 scudetti. Dissero che a Torino avrebbe guadagnato più soldi. Insomma, lo dipinsero come un traditore. Cervato non replicò, chiuse la carriera alla Spal, tre campionati in A e uno in B. A 32 anni appese le scarpe al chiodo. Quel giorno parlò: ”Non volevo andare alla Juventus, ma c’era già un accordo firmato tra il presidente viola Enrico Befani e l’avvocato Gianni Agnelli”. Erano passati sei anni. Uomini rari quelli che hanno il gusto del silenzio» (Franco Calamai, Giampiero Timossi, ”La Gazzetta dello Sport” 10/10/2005).