ཿL’espresso 31/12/2003 pagina 181., 31 dicembre 2003
Il neurologo Diego Minciacchi, docente all’Università di Firenze e musicista per hobby, ha trasformato i dati ottenuti dai suoi esperimenti sulla corteccia cerebrale umana in composizioni musicali: "L’idea m’è venuta durante un soggiorno negli States, al dipartimento di Scienze cognitive al Mit: lavoravo con due computer sullo stesso tavolo, usandone uno per comporre musica e l’altro per i miei esperimenti
Il neurologo Diego Minciacchi, docente all’Università di Firenze e musicista per hobby, ha trasformato i dati ottenuti dai suoi esperimenti sulla corteccia cerebrale umana in composizioni musicali: "L’idea m’è venuta durante un soggiorno negli States, al dipartimento di Scienze cognitive al Mit: lavoravo con due computer sullo stesso tavolo, usandone uno per comporre musica e l’altro per i miei esperimenti. Le due cose si sono mescolate, in modo naturale". Tra i brani composti da Minciacchi, eseguiti in mezzo mondo: ”Vae victis”, per pianoforte ed elettronica; ”Westbau” e ”Quintum desertum”, lavoro di un’ora fatto apposta per la Biennale 2003 di Heilbronn in Germania. Di non facile ascolto, "ma solo perché oggi si ha della musica una concezione romantica. Io trasformo in numeri i sistemi di relazione tra popolazioni di neuroni con specifiche caratteristiche, e poi li traduco in parametri musicali. Oggi siamo in pochi a comporre così, la maggior parte dei compositori lavora in modo più convenzionale. Ma lavorare solo con le emozioni rischia d’essere più semplice e semplicistico che occuparsi di fenomeni biologici e sociali".