Rodolfo Grassi, ཿCorriere della Sera 4/1/2004 pagina 28., 4 gennaio 2004
Tra le credenze popolari che attribuiscono agli animali la capacità di prevedere il clima, quella del gatto che continua a strofinarsi il muso con le zampe o a leccarsi il manto se avverte che il cielo sta per rannuvolarsi
Tra le credenze popolari che attribuiscono agli animali la capacità di prevedere il clima, quella del gatto che continua a strofinarsi il muso con le zampe o a leccarsi il manto se avverte che il cielo sta per rannuvolarsi. La pernice bianca cerca riparo se sente prossima la neve, mentre il gatto forcello si rifugia nel bosco quando presagisce pioggia imminente. Facile capire che tempo farà dal canto del passerotto: quand’è monotono e flebile, tanto da sembrar una litania, se è l’alba indica una tempesta, al tramonto una notte piovosa; durante il giorno, se s’allontana dalla grondaia e vola sul tetto dopo aver mangiato, senza sosta alcuna, allora sono in arrivo temporali.