(Pamela Villoresi, ཿFlair 12/2003), 2 gennaio 2004
Per riavvicinarsi alla fede Pamela Villoresi si obbligò alla castità: «Eppure né la mia mente, né il mio corpo erano abituati
Per riavvicinarsi alla fede Pamela Villoresi si obbligò alla castità: «Eppure né la mia mente, né il mio corpo erano abituati. Mi sono sposata presto, prima erano stati gli anni dell’amore libero, avevo fatto come tutti sesso sano, allegro e copioso. Ma era venuto il tempo di sostare. Non volevo distrazioni con storie di poco conto. Non volevo accettare la vecchia logica del chiodo-scaccia-chiodo. Volevo aspettare l’uomo giusto. è stato un periodo difficile, ma esaltante. è un po’ come per il digiuno, all’inizio i buoni odori del cibo ti fanno impazzire, poi ti ci abitui e acquisti serenità. Dopo un anno di castità sai che puoi fare a meno di un uomo e diventi terribilmente selettiva. Poi però cominci ad avere dubbi e ti dici ”aiuto, non finisce più”. è stato il tempo della bellezza della solitudine».