Giovanni Caprara, ཿCorriere della Sera 30/12/2003 pagina 18., 30 dicembre 2003
Gérard Liger-Belair, dell’Università di Reims in Francia, ha spiegato sul ”Journal of Agricultural and Food Chemistry "pregi e difetti" delle bollicine dello champagne
Gérard Liger-Belair, dell’Università di Reims in Francia, ha spiegato sul ”Journal of Agricultural and Food Chemistry "pregi e difetti" delle bollicine dello champagne. Sembra che durante la loro corsa verso l’alto, le minuscole bolle trasportino l’aroma e il sapore della bevanda, liberandolo arrivate in superficie. Secondo il ricercatore, però, perché l’effetto venga moltiplicato e reso più efficace, bisogna che le bollicine siano "le più piccole immaginabili, perché in tal modo sono più numerose": "Prima pensavamo che dipendesse tutto dall’anidride carbonica. vero che il suo ruolo è notevole, ma fabbricare un buon Champagne con le bolle giuste non è facile". Da considerare, infatti, non solo la quantità d’anidride carbonica, ma anche il modo in cui si diffonde nel liquido: sarebbe tutto frutto di una "sapiente alchimia legata alla concentrazione di sali, zuccheri e minerali".