"Corriere della Sera" 28/12/2003 pagina 12., 28 dicembre 2003
Riportate dal "Washington Post" alcune tra le voci del registro dei conti dell’amministrazione Usa a Bagdad: 425 milioni di dollari (quasi 339 milioni di euro) per importare carburante dai paesi vicini all’Iraq «visto che le code per la benzina si fanno troppo lunghe»; 79
Riportate dal "Washington Post" alcune tra le voci del registro dei conti dell’amministrazione Usa a Bagdad: 425 milioni di dollari (quasi 339 milioni di euro) per importare carburante dai paesi vicini all’Iraq «visto che le code per la benzina si fanno troppo lunghe»; 79.245 dollari (oltre 63 mila euro) per la ricostruzione della Borsa. Le spese vengono approvate da un Consiglio di Supervisione dei Conti, composto da 11 persone, «essenzialmente americani, britannici e australiani», nominato dal «proconsole» Paul Bremer. I soldi provengono dalla vendita di petrolio e da beni confiscati all’ex regime. Approvate finora spese per 4 miliardi (più di 3 miliardi di euro): 120 milioni per le nuove banconote (quasi 96 mila euro), 36 per i posti di polizia (poco meno di 29 mila euro). Tra i circa 500 progetti, anche un festival di teatro (3.500 dollari, cioè 2.800 euro) e la ricostruzione dello zoo (50 mila dollari, poco meno di 40 mila euro).