(Stefano Citati, ཿla Repubblicaཿ 31/12/2003, pagina 20)., 31 dicembre 2003
Pavlik Morozov, quattordicenne russo che nel 1932 denunciò al Kgb il proprio padre colpevole d’aver venduto documenti di viaggio
Pavlik Morozov, quattordicenne russo che nel 1932 denunciò al Kgb il proprio padre colpevole d’aver venduto documenti di viaggio. Il ragazzino, descritto come studente modello, intelligente e fedele all’ideologia comunista, venne poi ucciso mentr’era in cerca di frutti di bosco attorno al suo villaggio. Quattro parenti (la nonna, il nonno, un cugino e uno zio) furono giudicati colpevoli dell’omicidio e quindi giustiziati. In onore di Pavlik furono erette statue ovunque e il giovane divenne subito uno dei miti dell’Unione sovietica. Adesso l’associazione Memorial, che si occupa di portare alla luce le malefatte del regime comunista, ha confutato la storia del ragazzino eroe: Pavlik, in realtà debole d’intelletto e malapena capace di leggere e scrivere, fu spinto alla denuncia dalla madre, la quale voleva vendicarsi del marito che l’aveva abbandonata.