Studio di Lucrezia per il Corriere della Sera (Verdelli), 30 dicembre 2003
Bild In Germania, roccaforte della carta stampata europea con una vendita di venticinque milioni di copie di quotidiani al giorno (in pratica un cittadino su tre compra il giornale, contro l’uno su dieci in Spagna e Italia), esistono due tipi di quotidiani: quelli seri, venduti anche per abbonamento (Abonnementzeitungen), e i tabloid, venduti solo nelle edicole (Boulevardzeitungen)
Bild In Germania, roccaforte della carta stampata europea con una vendita di venticinque milioni di copie di quotidiani al giorno (in pratica un cittadino su tre compra il giornale, contro l’uno su dieci in Spagna e Italia), esistono due tipi di quotidiani: quelli seri, venduti anche per abbonamento (Abonnementzeitungen), e i tabloid, venduti solo nelle edicole (Boulevardzeitungen). Tra questi ultimi il più popolare è la ”Bild Zeitung”, oltre quattro milioni di copie comprate ogni giorno (in passato furono anche cinque) e 11 milioni di lettori che ne fanno il giornale più venduto d’Europa e il quinto del mondo. Fondato ad Amburgo nel 1952 da Axel Springer, la ”Bild” (tra i molti significati c’è quello di "immagine") nacque come imitazione dei tabloid britannici (ma il formato è un po’ più grande) e basa il suo successo su grandi titoli (spesso rossi) a sensazione, grandi foto (molto apprezzata la pinup in prima pagina), articoli brevi e semplicissimi aventi per argomento sport, cronaca nera, sesso, ma anche politica (orientamento di centro-destra). Interpellati, i lettori spiegano che comprano la ”Bild” perché: 1) Si legge alla svelta; 2) ci sono i programmi tv; 3) ci sono abbastanza notizie sportive. Molto apprezzate anche le sezioni dedicate alle brevi, dove vengono mescolate notizie politiche a notizie rosa, con una gerarchia che non riflette quella degli altri giornali ma quella del pubblico, in una commistione che al primo impatto non può che disorientare i lettori abituati ai nostri giornali. Il sensazionalismo è talmente evidente che i lettori leggono il giornale non prendendolo alla lettera, ma con lo spirito in cui in Italia si guardano certi programmi tv (soprattutto sportivi, tipo il Processo di Biscardi). Il massimo sono gli scoop che coinvolgono sport e gossip, tipo la gravidanza di Steffi Graf, le scappatelle di Kahn, Rummenigge, Becker o di star televisive tipo Verona Feldbush. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, il giornale ha anche un forte peso nell’influenzare le scelte elettorali: nel 2002 fece scalpore l’intervista in cui il bavarese Edmund Stoiber, impegnato nella battaglia contro il cancelliere Gerhard Schröder, rivelò di essere diventato un politico per merito della ”Bild”. Da ragazzo, confidò Stoiber, aveva cominciato a comprarla per leggere le cronache sportive ma aveva finito con l’appassionarsi ai dibattiti popolari al punto da cercare poi nella vita il modo di influenzarli. A seconda delle occasioni, la ”Bild” produce o riattizza, e comunque diffonde in maniera estremamente efficace, ressentiment popolari. Per fare un esempio, fu la ”Bild” a scatenare quest’estate la campagna antitaliana accesa dalle dichiarazioni del sottosegretario Stefano Stefani sui turisti tedeschi, a titolare dopo le scuse "Il volgare segretario di stato ci chiede perdono!" e a chiudere la questione con un viaggio premio a Rimini per 200 lettori. Quel che è indubbio è che il giornale contribuisce alla formazione di milioni di voti. Molto importante per il successo della ”Bild” è anche il fatto che esistono 31 edizioni locali, differenziate principalmente nella cronaca e negli annunci economici. Formato 40x56 cm, 14 pagine tutte a colori. Le previsioni del tempo stanno in ultima pagina, la tv a pagina 4 e 5, lo sport consiste di almeno quattro pagine messe alla fine (contengono anche l’oroscopo e i giochi), ma mai l’ultima dedicata soprattutto al pettegolezzo (foto di coppie celebri) e all’ironia (satira popolare) sui fatti del giorno. La pagina seria è la 2, articolo centrale con grande foto e titolo in rosso, brevi tutt’intorno, un editoriale in basso. Negli ultimi anni la ”Bild” sembra destinata a un lento ma inesorabile declino, danneggiata dalla diffusione della stampa gratuita (tipo ”Metro”), con vendite costantemente in calo (fenomeno che colpisce anche i concorrenti). Una via d’uscita potrebbe venire dall’integrazione con internet, mezzo che ben si sposa con i contenuti sui quali la ”Bild” ha costruito il suo successo.