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 2003  dicembre 30 Martedì calendario

Il quotidiano britannico ”Sun”, quattro milioni di copie vendute ogni giorno, dieci milioni di lettori, dal 1968 appartiene a Rupert Murdoch, che lo acquistò per 800

Il quotidiano britannico ”Sun”, quattro milioni di copie vendute ogni giorno, dieci milioni di lettori, dal 1968 appartiene a Rupert Murdoch, che lo acquistò per 800.000 mila sterline dal gruppo Mirror. All’epoca il giornale vendeva 600mila copie. Nel 1969 fu affidato alla direzione di Kelvin Mackenzie, che ne trasformò contenuto e stile facendone un quotidiano ancora più popolare del ”Daily Mirror”: il primo numero della nuova gestione aveva in prima pagina una foto dei Rolling Stone accompagnati da una donna nuda. Murdoch ne fece il quotidiano ”machista’ per eccellenza, il giornale per gli uomini che considerano le donne solo come oggetti di piacere o di desideri sessuali, punto di forza la foto di una modella/cantante/attricetta a seno nudo pubblicata a pagina tre. In cento giorni la circolazione passò da 850mila a un milione e mezzo di copie, convincendo definitivamente la proprietà che il sesso era il mezzo più veloce per conquistare lettori. A chi lo criticava, Murdoch rispose: "Non mi vergogno di nessuno dei miei giornali, piuttosto sono stufo di questi snob che pretendono di imporre a tutti i loro gusti". Per aumentare le vendite il ”Sun” puntò su un tipo di cultura fondata sulla nostalgia per le glorie del passato imperiale: un misto in cui confluivano la fierezza di appartenere al proletariato con i suoi gusti, i suoi riti, l’egoismo e l’edonismo individuali e la certezza che tutto ciò che è british è best, in testa le ragazze con seni abbondanti. Divenne così il quotidiano di giovani operai, camionisti, addetti ai mercati, scaricatori di porto e altre categorie tipicamente working che sul ”Sun” trovavano il loro linguaggio con abbondanza di parole che non sarebbero mai state accettate dall’Oxford Dictionary. Il ”Sun”, che fino al 1964 si chiamava ”Daily Herald”, originariamente doveva essere il quotidiano delle classi operaie tradizionalmente sostenitrici della sinistra e del Labour. Murdoch ne fece invece un giornale anti-sindacale, nazionalista, anti-egalitario, feroce col Labour, che si faceva portavoce dei lavoratori meno qualificati e perciò più esposti alla concorrenza degli immigrati. Nel 1979 l’appoggio alla Thatcher fu esplicito, fino al titolo ”Vote for Maggie – to give you a better Britain”. In particolare, il giornale fu essenziale per il governo conservatore della Thatcher durante la guerra delle Falkland, non solo appoggiata incondizionatamente, ma seguita quasi con entusiasmo: si stuzzicava il più bieco nazionalismo dei lettori fino a rasentare la xenofobia. Famoso il titolo ”Stick it up your Junta!”, usato il giorno in cui sembrava possibile il compromesso, e poi sfruttato per vendere migliaia di magliette. Ricorrente il ricorso a titoli di prima pagina di una sola parola, tipo ”Invasion”. Il ”Daily Mirror”, che aveva preso posizione contro la guerra, fu trattato alla stregua di un traditore. Negli anni ’80 furono spese enormi quantità di soldi per acquistare i diritti di storie piccanti (’Kiss & Tell”) riguardanti personaggi più o meno celebri. Le cose negli ultimi anni sono un po’ cambiate: nel 1999 fu eliminata la pinup di pagina tre, ma i lettori mostrarono di non gradire la svolta. Adesso a pagina 3 grandi foto di personaggi (femminili) dello spettacolo, preferibilmente in costume, e comunque non pin-up ma foto rubate, tipo ”Novella 2000” (il 29 novembre, ad esempio, Britney Spears sorpresa in spiaggia un po’ingrassata, una grande foto centrale e tre piccole). Formato 30x38 cm, fino a oltre 100 pagine nel fine settimana, 30 pence tranne il sabato (40 pence, e in allegato la guida tv) quasi tutto a colori, in prima titoli a sensazione su sesso e sport, meglio se abbinati. Titolo del 29 novembre: ”BEST ROBBED BY HOOKERS” (l’ex Pallone d’Oro George Best rapinato da due prostitute, tutto maiuscolo), nella metà superiore della prima pagina la pubblicità di un videogame e un dvd del campione di rugby Johnny Wilkinson abbinati al quotidiano, di spalla l’inizio di un articolo sull’ultimo yacht del magnate russo Roman Abramovich, padrone della squadra di calcio del Chelsea. Colore in quasi tutte le pagine, una pagina due seria (ma con articoli brevi e grande foto centrale), poi sport, gossip, foto di donne seminude, articoletti in genere molto brevi con la maggioranza delle pagine dedicata comunque alla pubblicità. Una pagina per l’oroscopo, una per il giardinaggio, una di giochi, una di tv, piccolissime previsioni del tempo a pagina 2, al centro in basso. In generale i caratteri utilizzati sono piccoli, l’interlinea rende il testo arioso, le pagine sono stracolme di notizie e titoli di vari formati. Il recente scandalo che ha coinvolto il principe Carlo ha sollevato nella direzione del giornale pudori insoliti, risoltisi in una strenua difesa dell’erede al trono (che in altri tempi sarebbe stato massacrato). I lettori sono più uomini che donne (56% contro il 44%), più giovani che anziani (il 21% ha tra i 15 e i 24 anni, una fetta uguale ne ha tra i 25 e i 34, il 19% tra i 35 e i 44 anni). Tra gli adulti i meno interessati al Sun sono quelli tra i 54 e i 65 anni (12%). I dati di settembre (diffusione in calo del 5,62 per cento rispetto al 2002) hanno convinto i vertici del giornale che l’opinione pubblica sta cambiando i gusti e che non è più tempo di eccedere nei sensazionalismi pena la perdita di ogni credibilità.