Studio di Lucrezia per il Corriere della Sera (Verdelli), 30 dicembre 2003
Il Daily Mail, 2.400.000 copie vendute, quasi sei milioni di lettori, fondato da Lord Alfred Harmsworth (1865-1922), uscì per la prima volta il 4 maggio 1896
Il Daily Mail, 2.400.000 copie vendute, quasi sei milioni di lettori, fondato da Lord Alfred Harmsworth (1865-1922), uscì per la prima volta il 4 maggio 1896. Si presentava come un giornale di nuovo tipo, rivolto soprattutto ai lettori della classe media e operaia. Offriva, in forma stringata, tutto ciò che poteva interessare la vita quotidiana: dallo sport al pettegolezzo, dalla politica ai titoli di borsa. Il Daily può essere considerato il primo quotidiano popolare. E’ stato il primo a raggiungere il milione di copie vendute, anche per il basso costo (40 pence, circa 70 centesimi di euro). Nel 1937 la sua tiratura era già di 1.580.000 copie. Indipendente e conservatore, a tratti sciovinista e decisamente anti-labour, il Daily Mail ha continuato ad aumentare le vendite fino agli anni Sessanta, epoca di crisi - e di calo delle copie vendute - dovuta alla televisione. Il mercato è comunque ampio (quasi il triplo di quello italiano, 6 milioni di copie vendute ogni giorno contro i 15 milioni di copie inglesi) e in questi anni il Daily Mail ha trovato la chiave per riproporsi: oggi è considerato un quotidiano di fascia intermedia, così come è intermedia la classe sociale dei suoi lettori. Meno urlatore e machista rispetto ad alcuni concorrenti, il Daily Mail sta aprendo molto alle donne (che ripagano acquistandolo). L’attuale proprietario è l’Associated New Media, editore anche di Metro. Dal lunedì al sabato il quotidiano esce in edicola con un’edizione unica (quella di Londra) e un numero di pagine che varia tra le 80 e le 96. La domenica cambia la testata, che diventa The Mail. Il formato è quello dei tabloid: 25x36 cm, l’impaginazione è su cinque colonne, il colore è alternato al bianco e nero con una proporzione di 1 a 3 (una pagina a colori per tre in bianco e nero), molte foto (circa 120, di cui 80 in bianco e nero, 40 a colori), soprattutto di personaggi. Gli articoli sono lunghi: occupano quasi sempre una pagina intera. Non ci sono quasi mai box. Gli argomenti cambiano di pagina in pagina, non durano quasi mai più di uno sfoglio (qualche volta due o tre se la notizia è clamorosa: vedi l’esempio del 27 novembre, citato più sotto). I titoli sono spesso privi di occhiello e sommario, ma strutturati anche su sette righe e piazzati su un fondo nero o grigio. Nelle titolazioni meno urlate ci può essere l’occhiello o il sommario, ma mai tutti e due. Ci sono sempre invece gli strilli ("quotes") all’interno dei pezzi. Titoli di carattere e dimensioni molto vari. I testi spesso partono con un corpo più grande. Inesistente il corsivo. In copertina al massimo tre strilli (ma spesso l’argomento è uno solo), foto a colori, quasi sempre di personaggi, scontornate e no. Cromaticamente: contrasti violenti, molto nero (fili e bacchettoni anche di 3-4 millimetri), rosso, giallo-arancione. Come struttura il giornale si può dividere in due parti: nella prima, che arriva fino alla doppia centrale (sempre monografica, spesso impegnata da un’enorme fotonotizia), cronaca, attualità, storie. Poca politica ed esteri. Alto tasso di mescolanza. Ogni pagina o è monografica o è fortemente dominata da un solo argomento. Un esempio: giovedì 27 novembre copertina su Huntley, l’uomo che la scorsa primavera uccise due bambine. Parla la fidanzata (sua foto enorme): l’argomento impegna cinque pagine. Seguono 25 pagine di varia. C’è di tutto: la signora che ha cacciato i ladri da casa con una spada, un poliziotto clemente con i crimini di droga, un mulino a vento crollato nel Kent, una donna di 67 anni respinta ad un colloquio di lavoro per la sua età, moda, un po’ di finanza (l’inflazione e i prezzi delle case, la crisi dei cellulari), due pagine su Buckingham Palace (col discorso della Regina), due colonne di commenti, mezza pagina sulla crisi europea ("LE STITCH-UP: as France and Germany cinically breach EU rules, is it any wonder Blair’s european dream lies in ruins?": è tutto un titolo), il percorso della parata che farà a Londra la squadra di rugby vincitrice della World Cup, le principesse del passato, il capitano della squadra di rugby e le sue dimensioni enormi, Jane Fonda e il film Barbarella, l’arresto per violenze carnali di un poliziotto, una mamma che ha visto suo figlio morire investito da una macchina, il violentatore di Camden, il caso Michael Jackson, un uomo d’affari ucciso davanti a moglie e figli, storia del primo soldato morto in Iraq, i rifugiati politici in Inghilterra, la visita di Bush a Londra. Nessun tentativo di coerenza nell’accostamento degli argomenti, con effetti curiosi e interessanti: i risultati della lotteria (stretti in un piede di tre colonne per tre centimetri, grisè) sono messi in quinta a chiusura delle pagine sul delitto delle bambine (nota: questi risultati cambiano di collocazione ogni volta, cioè il lettore se li deve cercare), la crisi europea è messa in 12, mentre, a fronte, in 13 c’è la storia dello spezza-cuori Peter Gabriel. Le rubriche nella prima parte del giornale sono molte: il meteo (in bianco e nero), sempre di apertura in seconda, i commenti, mai firmati, di apertura a pagina 12, il gossip, i cattivi pensieri sui vip, i retroscena del mondo dello spettacolo, le segnalazioni dei lettori. Fotina del giornalista che scrive. Questo assemblaggio, tuttavia, non comunica un’idea di disordine, ma di vivacità. Subliminalmente: se il discorso della regina è trattato come tutto il resto, anzi sta in mezzo a tutto il resto, forse si può leggere e magari è anche divertente. La grafica, benché urlata, è schematica: titolo a tre colonne sopra e titolo a tre colonne sotto, niente giri strani dei testi (che allineano), nessuna spezzatura ulteriore (boxini, eccetera). La seconda parte del giornale apre ogni giorno con 5-10 pagine tutte dedicate ad un argomento specifico: il lunedì si parla di benessere, il martedì di salute, il mercoledì di soldi, il giovedì di donne, il venerdì e il sabato del weekend (viaggi, cinema e teatri, appuntamenti, libri). Notare che queste sezioni, che da noi verrebbero collocate al centro e considerate degli inserti, fanno qui corpo col giornale e non sono estraibili. Sono pagine simili a quelle di un magazine, con argomenti molto vicini al mondo delle donne. Seguono quattro pagine di tv (maggiore spazio ai programmi tra le 17 e le 24 e una pagina intera per la tv a pagamento), tre di giochi, due di lettere, cinque di finanza e borsa, 13 di sport (con una pagina e mezzo dedicata solo alle corse di cavalli e cani in programma nella giornata). L’ultima pagina è a colori: foto grande e titolone da prima, articoli che continuano nella pagina precedente (proprio così: nella precedente, cioè partono in ultima e seguono in penultima). I lettori del Daily Mail sono della classe medio-alto. I businessman sono aumentati del 30% dal 1997. Gli uomini rappresentano il 51,1% dei lettori totali, le donne il 48,9%: è la maggiore percentuale di lettrici tra tutti i quotidiani. Tra i lettori la maggioranza è over 65 (il 26%), il 22% ha tra i 54 e i 65 anni e il 18% ha tra i 45 e i 54 anni. Le vendite sono in crescita, negli ultimi tre mesi dell’1,4%. Febbraio 2003 paragonato con febbraio 2002 mostra un aumento di vendite di 75.000 copie.