Varie, 28 dicembre 2003
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Cirillo Arturo
• Mapoli 5 luglio 1968 • «Nato a Napoli ma di casa a Roma [...] sradicato di natura ma diplomato all’Accademia, con attitudine ai classici e ai contemporanei, divenuto quotato attore-regista del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, la ricerca scenica è contaminazione e ri-creazione. [...] ”I percorsi misti sono nati a causa della mia scoliosi. M’annoiai della piscina terapeutica cui ero costretto, e presi a fare danza. Quattro anni tra classica e un po’ di contemporanea. Insoddisfatto, frequentai una palestra di teatro a Napoli, poi per un anno la Fersen a Roma, e infine l’Accademia. Comunque la svolta predominante è l’incontro e l’apprendistato con Carlo Cecchi: dieci anni in compagnia con lui si sono rivelati una vera scuola di teatro. [...] I momenti più folgoranti sono da ascrivere al Pinocchio di Carmelo Bene al San Carlo di Napoli, e all´Otello del Falso Movimento di Martone. Mi ricordo altrettanto bene di me quindicenne al Teatro Nuovo di Napoli, di fronte alla scena colorata e barocca delle Cinque rose di Jennifer di Ruccello. Ma contò pure il Sik Sik di e con Eduardo che vidi con Elsa Morante, grazie ai rapporti d´amicizia e stima di mio padre per lei (non a caso mi battezzò ispirandosi a L’isola di Arturo). [...] Ho cominciato lavorando due volte sotto la direzione di Davide Iodice, in Empedocle di Hölderlin e in Uscita d´emergenza di Santanelli, poi c´è un Mamma di Ruccello con Pierpaolo Sepe, un Marivaux con Castri, e dal ”93, da Leonce e Lena di Büchner, c’è il sodalizio con Cecchi che passa per Beckett, per tre Shakespeare, per Eduardo, Cechov? Ho firmato da me regie di Ionesco e Norèn, Horovitz e Scarpetta. Invidio chi fa solo spettacoli odierni. Io come teatrante ho un’indole dove conta la fantasia, e la realtà del teatro naturalistico m´è abbastanza ostica. [...] ”Sulla scena a me piace parlare di me facendo finta di non farlo”» (Rodolfo Di Giammarco, ”la Repubblica” 27/12/2003).